Killers, Stereophonics, Casino Royale. E 30 anni di ortodossia.

Follie di un mercoledì di giugnoUn normale mercoledì di giugno a Milano.
Dopo tanta pioggia pare finalmente essere arrivata l'estate e con essa anche i concerti all'aperto (alè-ò-ò), dove mangi salamelle al fresco della sera e le zanzare mangiano te, sempre al fresco della sera.Tra un Mi Ami al Magnolia e un Carroponte a Sesto, per non parlare dei Big che frequentano stadi ed ippodromi, a Milano si sta facendo dannatamente sul serio.
Pure troppo.
Come troppo? Prima protestiamo perché in Italia gli eventi (ahem...) culturali latitano e poi ci lamentiamo se ci sono troppi concerti?!? Io sì e non per snobismo.
Per la follia organizzatrice. Ora, dico, il sopracitato normale mercoledì di giugno, nello specifico il 12, proponeva ben tre, dicasi tre concerti che avrei voluto vedere.
I “Big”, almeno a livello di audience e fama mondiale, erano certamente i Killers, in azione all'Ippodromo con gli Stereophonics a supporto, nell'ambito dell'Alfa Romeo City Sound, che a luglio vedrà sul palco pure i grandissimi Blur: insomma, non proprio come Beatles e Rolling Stones ma c'era l'opportunità di vedere due buoni gruppo di pop-rock.
Se non altro, vista la partnership con Youtube e Spotify, ci sarà modo di recuperare qualcosa.Peraltro, almeno, l'organizzazione di questo concerto era un mix di privato e istituzionale: la cosa curiosa è che gli altri due eventi in programma, leggasi Casino Royale al Magnolia e Baraldi & Zamboni al Carroponte erano messi in piedi della stessa area politica, leggasi sinistra, leggasi Arci.
Ora, va bene che non è la prima volta che d'estate accadono cose del genere ma, ragazzi miei, coordinarsi nel nome delle magnifiche sorti e progressive.
E di sinistra? No? Mah...forse sono io che sono semplicemente infastidito dalla jellatissima coincidenza.
Ammesso che avrei voluto “scoprire” da vicino i Casino Royale, che ho sempre avvicinato senza mai averli affrontati in modo non dico compiuto ma almeno soddisfacente, alla fine ho ceduto al cuore.
E al cuore non si comanda.
Quindi Massimo Zamboni e Angela Baraldi.
E l'artista del popolo Fatur.
E Giorgio Canali.
E vi farò sapere come è andata.

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