King Lear. La parola come inganno. Prima parte

King Lear di William Shakespeare.
Prima parte  La parola come inganno: il dramma della marginalità in King Lear di Livia Bidoli “Thou, Nature, art my goddess; to thy law.
My services are bound.
Wherefore should I stand in the plague of custom, and permit the curiosity of nations to deprive me, for that I am some twelve or fourteen moon- shines lag of a brother? Why bastard? Wherefore base? When my dimensions are as well compact, my mind as generous, and my shape as true, as honest madam's issue? Why brand they us with base? with baseness? bastardy? base, base? Who in the lusty stealth of nature take more composition and fierce quality than doth, within a dull, stale, tired bed, go to the creating a whole tribe of fops, got 'tween asleep and wake? well then, legitimate Edgar, I must have your land: our father's love is to the bastard Edmund as to the legitimate.
Fine word, 'legitimate!' Well, my legitimate, if this letter speed, and my invention thrive, Edmund the base shall top the legitimate:—I grow, I prosper; now, gods, stand up for bastards!” (1)Nelle parole che Edmund proferisce, appellandosi alla natura come diretta legislatrice del mondo degli uomini negando l’ordine sociale che lo condanna alla discriminazione, si legge una profezia che sottende tutto il nucleo del dramma di King Lear (1605).
Inoltre, essendo il plot ed il subplot direttamente intrecciati e facenti capo alla medesima selezione, che si attua seguendo la linea ereditaria di successione “legittima”, si può parlare di vere e proprie premonizioni che la voce di Edmund si incarica di lanciare sul piano drammatico.   L’intento di Edmund, figlio illegittimo di Gloucester, è la rivalutazione di sé stesso all’interno di un sistema segnico e gerarchico che lo esclude in quanto emarginato sul piano dell’illecita relazione paterna da cui è nato, come confermano le parole del padre naturale all’inizio del dramma (rivolto a Kent): ”His breeding, sir, hath been at my charge: I have so often blushed to acknowledge him, that now I am brazed to it.” (2) E riafferma, quando presenta la madre e le si riferisce nel modo seguente: “this young fellow's mother could; whereupon she grew round-wombed, and had, indeed, sir, a son for her cradle ere she had a husband for her bed.
Do you smell a fault?” (3) Se ne deduce subito come Edmund possa soffrire di questa estraneità ad un ordine sociale stabilito e accolto da tutti i personaggi della tragedia.
Un ordine che condanna chiunque gli contravviene, (ecco perché [...]

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