L' OMBRELLO

 L’OMBRELLO Entro, esco Guardo, il cielo scuro ed un raggio di sole s’intravede nel buio.
Esco, vedo, scruto.
Lo prendo e lo riprendo.
Che brutta l’indecisione! Se poi non piove? Lo prendo, serve sempre anche col sole cocente.
Chiuso sembra un bastone, se spingi un bottone spunta un ombrello.
Un tempo, di moda con pizzi e merletti a uno o più posti che nobili donne paravano, oltre la pioggia, il sole e la luce, anche la vista dagli occhi indiscreti.
Sotto quell’ombra girevole, mutevole si scambiavano di tutto, tra l’altro, anche baci d’amore! Poi sulle spiagge col mare di…vino c’erano ombrellini di mille colori fatti di paglia, di tela, fogli di fico e fili di lino.
Lì sotto, c’è sempre qualcuno che mette a riparo con cura, tanti “Dolce mio caro”.
Grazioso ombrellino col manico curvo, parli al mondo intero un linguaggio puro, semplice, universale.
Pari sempre qualcosa a qualcuno, ma che dico, ad uno, a più di uno amici e parenti, insomma, a tutta la gente gaia, giuliva, contenta.
                         @mimmo scuncia

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