L' inno di Mameli e gli errori della Lega

Leggo oggi su "Il fatto quotidiano" che a Treviso il sindaco Gian Paolo Gobbo, segretario regionale della Liga Veneta, ha deciso che nelle cerimonie ufficiali non dovrà più essere suonato l'inno di Mameli.
Il tema dell'inno e la sua importanza, non ha mai destato fra i cittadini comuni un grande interesse.
Il nostro patriottismo non ha mai avuto le caratteristiche del sentimento francese o americano e le performances dei nostri rappresentanti all'estero, calciatori su tutti, ci hanno spesso regalato siparietti comici e alla peggio imbarazzanti.
Si presume che la percentuale di coloro che lo conoscano per intero sia pari a quella degli esperti in fisica quantistica.
Forse addirittura meno.Chi scrive è fra quelli che ammettono di essere totalmente all'oscuro del suo valore e significato.
Per questo ho deciso di fare una piccola ricerca e il risultato è quantomeno clamoroso.
Si evince dall'analisi del testo, scritto in italiano poetico ottocentesco e quindi non di immediata comprensione, che gli errori di valutazione del popolo leghista sono madornali.
Ma qualcuno di questi l'ha mai letto veramente? Ma il dubbio potrebbe essere più atroce.
Ma qualcuno di questi sa leggere? Il Fatto riporta le dichiarazioni del sindaco del comune di Chiarano, Vallardi , senatore della Lega, in merito alle sue reazioni psicofisiche allorché si accinge a cantare il demoniaco testo :"Quando arrivo a quella strofa 'che schiava di Roma iddio la creò' mi blocco, mi manca il fiato in gola, e so che capita anche agli altri".
Naturalmente nessuno potrebbe mai augurare ai leghisti di essere vittime di attacchi panico, convulsioni e crisi epilettiche schiumanti e sarebbe troppo costoso per lo stato italiano sostenere le spese di psichiatri ed eventuali esorcisti.
Per cui per dare sollievo ai nostri connazionali affranti, spiegherò loro il significato di alcuni passaggi fondamentali, con una sorpresa finale che sarà di loro gusto e che potrebbe addirittura far cambiar loro idea! Fratelli d'Italia, l' Italia s'è desta, dell'Elmo di Scipio s'è cinta la testa.
Scipio è Scipione l'Africano, così chiamato perchè nel 202 a.C.
sconfisse il generale Annibale in Algeria.
Una guerra vinta contro gli extracomunitari praticamente.
Quale giubilo odo fra il popolo leghista! Dov'è la Vittoria? Che porga la chioma, che schiava di Roma Iddio la creò.
Ed eccoci al verso criminogeno.
Chi è schiava di Roma? La Vittoria.
Non mi risulta che esistano testi apocrifi che dicano 'dov'è la Padania?' anche perchè non esiste risposta a questa domanda.
Ma qui per [...]

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