L'AIRONE

Ed ecco me ne vado come sono venuto.
Ti saluto mare, mi porto un po’ della tua ghiaia, un po’ della tua sabbia, un po’della tua luce e della tua tristezza, un pugno di sale disciolto nell’acqua da asciugare al sole della mia ebbrezza.
Mi hai saputo dire molte cose sul tuo destino, su quello di noi tutti, scritto tra le onde incessanti nel loro andirivieni.
Con un po’ più di speranze e con un po’ più di saggezza me ne vado come sono venuto, arrivederci a presto allora, a quando la tua furia si sarà placata, a quando la mia sete di sapere si sarà stancata di farmi domande cui non ho risposta alcuna.
Cercherò il tuo respiro calmo, calmo come un lieve sussurro e così, piano, piano lo accompagnerò al mio.
Quante volte, nei giorni di burrasca, ho accettato il tuo invito e mi sono immerso nelle tue acque fredde, e subito ogni pensiero stanco si è allontanato; istante infinito di solitudine azzurra unita al cielo in subbuglio travolto da nuvole nere piene di pioggia.
Ma eravamo solo noi due, nelle prime ore di un mattino ancora da definire, ancora in fasce.
Brividi.
Il tuo continuo movimento cullava i miei battiti nel petto, li accarezzava e li portava laggiù, dove l'orizzonte si confonde con il cielo, dove il pensiero è così travolgente che cerco il naufragio e non l’approdo.
E’ tutto così fuggente e straordinario da essere eterno, così intenso ed impetuoso da essere amore, movimento sincrono della mente, lo stesso che adesso sento dolce nel  cuore.
  Giov@nni

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