L'ARCHITETTO GIAN MARIA E LA SEDIA racconto (747) di Dino Secondo Barili

Intrigo … …a Pavia (Questestorie, anche se raccontate come vere, sono  frutto di fantasia.
Pertanto non hanno nulla ache vedere conpersone o fatti realmente avvenuti) racconti di settembre 747 L’Architetto Gian Maria e la sediaLa ripresa delle attività nel mese di settembre è sempre difficile e complicataper buona parte delle persone.
Un anno fa, ne sapeva qualcosa l’Architetto GianMaria, quarantacinque anni ben portati, fisico atletico, single… con Studiod’Interni ben avviato in Milano.
Per un personaggio così… nessuno penserebbe aproblemi… Invece, la testa dell’Architetto era incasinata.
Veramente non eraincasinata dal punto di vista del lavoro.
In questo campo aveva dei validissimicollaboratori a cominciare dalla sua Segretaria, Dott.
Luisa, che era il suoangelo custode.
La testa dell’Architetto era incasinata dal punto di vistaemozionale.
Stava uscendo da una esperienza un po’ particolare.
Ci era finitodentro quasi per gioco…e ne era uscito con le ossa rotte.
All’inizio è statauna sfida tra lui, Architetto d’interni Gian Maria, e la sua Collega ArchitettoDolores, quarant’anni, alta, bionda occhi azzurri …e gambe da fine del mondo.
Idue si erano trovati a lavorare insieme quasi per caso (o forse il Destino).Erano stati chiamati a partecipare ad un concorso per … una sedia.
Una sedia?Dirà qualche lettore.
Si, proprio per una sedia.
Una fabbrica di sedie delmilanese aveva bisogno di una “nuova sedia”.
Come fare? Ha interpellato dueArchitetti d’Interni e li ha messi in competizione tra loro.
Per un po’ GianMaria e Dolores si sono guardati in cagnesco… poi hanno pensato che se avesserocollaborato … sicuramente ci sarebbero stati dei risultati.
Qui è intervenutaDolores.
“Gian Maria … io lo so che tu hai più fantasia di me (sei un uomo).
Tudisegni il progetto …ed io lo critico.
Vediamo cosa ne esce” Il quarantacinquennesi sentì orgoglioso.
Accettò la sfida.
Gian Maria aveva già una “sua” ideadella sedia che avrebbe voluto disegnare… ma non aveva il coraggio di proporlaa Dolores.
Questa si spazientì.
“Allora, Gian Maria … vuoi sputare il rospooppure no?” L’Architetto lanciò la sua sfida.
“Dolores se vuoi che io disegniuna sedia da fine del mondo … devi metterti seduta sopra …e muoverti come se ionon fossi presente…” Per Dolores è stato un gioco.
Lo Studio d’Interni di GianMaria divenne immediatamente un “teatro di posa”… un luogo dove Dolores eraseduta sulla sedia e si muoveva secondo i propri desideri…e Gian Maria, con ungrande blocnotes tra le mani disegnava [...]

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