L'ASSERITO SILENZIO DI DIO

L'assordante silenzio di Dio: sembra essere questo il tema dominante  del viaggio del pastore alemanno ad Auschwitz.
Sarebbe facile ma oltraggioso dire che Chi tace acconsente, però trattandosi del Buon Dio, la saggezza popolare dovrebbe fare i conti con l'Imponderabile e  con gli imperscrutabili disegni di Chi, a sentire il pastore alemanno, non ha fatto abbastanza per impedire l'orrore della Shoah. Fosse stato detto da un ateo nessuno avrebbe avuto da ridire, ma pronunciate da un papa, quelle parole sembrano quasi sacrileghe.Come se fosse nell'indole di un Dio, Buono per definizione, la volontà di impedire ad un branco di belve assatanate di sbranare il suo gregge.Il determinismo, il liberum arbitrium che spesso diventa soltanto brutum, insieme ad una massiccia dose di follia che nessuno seppe o volle in tempo fermare, potrebbero essere le giuste apodissi per annullare il vacuo grido di dolore dettato più dalla insulsa retorica di un magistero che nella Storia, anche recente, ha avuto ben più di una semplice chiamata di correità, che da una vero esame di coscienza.
Non vorrei sembrare più "blasfemo" di quanto il mio essere anticlericale mi porterebbe a fare, ma sento di poter dire che anche stavolta più che il papa (non dico Pontefice, nel senso di Pontifex, perché questa già sarebbe un'altra cosa), ha parlato il teologo abituato ad addomesticare il Divino e a conformarLo alla realtà contingente.Confesso di essermi sentito a disagio dinanzi al vacillante defensor fidei, che non riusciva a trovare e ad ascoltare il suo Dio in quel campo di concentramento in cui l'uomo (e solo l'uomo) ha aperto le porte dell'inferno per scaraventare un'umanità che non aveva i caratteri della "pura e superiore razza ariana".  Il papa-filosofo nato nel Terzo Reich, dinanzi al muro della morte doveva restare in religioso silenzio per ascoltare il grido e il lamento di Dio,  invece si è prodotto in un'analisi di parte, ancorché riduttiva, di quelle che furono le responsabilità non certo di Dio, accusato di aver taciuto, ma di quegli uomini (arbitrium brutum) che permisero il compiersi del disegno antisemita.Dio non abita nei campi di concentramento, non abita ad Abu Graib o a Guantanamo, Dio non abita nelle chiese e nei templi degli uomini; Dio abita nei campi profughi, nelle baraccopoli, Dio ha scelto di abitare fra gli ultimi della terra, perché dove c'è carità (non quella dell'otto per mille!) e amore, lì c'è Dio.Ecco santità se vuole trovare Dio, deve frequentare di meno i potenti della terra che spesso vestono i [...]

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