L'Assemblea costituente e il congiuntivo

Da qualche giorno gira nelle reti sociali la citazione di un volume, che riferisce un intervento di Palmiro Togliatti sull'uso corretto del congiuntivo, svolto in una seduta dell'Assemblea costituente:    Credo che sia utile riportare uno stralcio più ampio del dibattito svoltosi nella seduta pomeridiana dell'8 ottobre 1947, a proposito dell'art.
58 della Costituzione.
Il dibattito non riguarda il merito dell'articolo, ma una questione procedurale.
A discutere del congiuntivo, a partire da una considerazione di Giuseppe Dossetti, non era stato solo Palmiro Togliatti, ma anche il Presidente dell'Assemblea, Umberto Terracini.
DOSSETTI.
[…] Dice infatti l’articolo 87: (Interruzioni a sinistra) «Durante la discussione generale, o prima che s’apra, possono essere presentati da ciascun deputato ordini del giorno concernenti il contenuto della legge, che ne determino o ne modifichino il concetto o servano d’istruzioni alle Commissioni».
(Interruzione dell’onorevole Laconi).
PRESIDENTE.
Non interrompa, onorevole Laconi! DOSSETTI.
Mi pare che ci sia differenza fra questa proposizione ed un'altra, che sia enunciata all'indicativo, e cioè che l'ordine del giorno determina o modifica o serve di istruzione alle Commissioni.
In questo caso la norma avrebbe carattere imperativo generale, mentre qui è semplicemente indicata una funzione eventuale di alcuni ordini del giorno.
(Interruzioni).
Ma io non insisto perché mi basta la dichiarazione dell'onorevole Presidente, che ha sganciato la conclusione a cui egli è pervenuto dall'articolo 87, per cui era opportuno che noi facessimo una necessaria riserva, anche per evitare il ripetersi della questione, per eventuali successive altre interpretazioni.
Vorrei soltanto dire che l'argomentazione da me svolta risulta all'evidenza confermata dall'ultimo comma dell'articolo 89, che dice: «Non si potranno riprodurre sotto forma di emendamenti o di articoli aggiuntivi gli ordini del giorno respinti nella discussione generale, nel qual caso può sempre essere opposta la pregiudiziale».
PRESIDENTE.
Questo previene l'eventuale sua intenzione di ripresentare ordini del giorno.
DOSSETTI.
Non avevamo affatto questa intenzione.
Comunque, dichiaro che questa intenzione non era la mia e non era quella dei miei colleghi.
Risulta però confermato da questo comma che si possono dare degli emendamenti che ripropongono quanto era dichiarato in ordini del giorno, ed è espressamente distinto qui il valore formale di atti diversi; cioè, l'ordine del giorno, che ha un carattere programmatico [...]

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