L'ECONOMIA DI GUERRA

L’economia tende per sua natura alla creazione di ricchezza. Qualcuno infatti definisce l’economia la scienza che tende al massimo risultato col minimo sforzo, ma questo concetto in fondo si limita ad amplificare l’ambito dell’economia. Quando i leoni rubano la preda alle iene, attuano il principio del risultato col minimo sforzo. Comunque, l’economia non tende mai a distruggere volontariamente ricchezza, salvo in un caso: l’economia di guerra.
Nell’ambito di un conflitto, è economico che siano distrutti venti dei nostri carri armati, se ne abbiamo distrutti quaranta del nemico. L’economia normale funziona con i numeri positivi, quella di guerra considera anche i numeri negativi. E quest’ultima funziona anche nella vita civile quando, accanto agli interessi per così dire monetari, entrano in campo altre forti pulsioni. In certi casi di divorzio si direbbe che gli ex coniugi tendano più a danneggiare l’altro che a conseguire vantaggi. Insomma entrano nell’economia di guerra.
E figurarsi...

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