L'ELEZIONE DEL PRESIDENTE

E’ indubbiamente una persona “seria”; è indubbiamente uno che non guarda alla carriera: l’ha già fatta; è un politico che ha fatto strada con la serietà tenuta sempre in punta di fioretto, ma anche con la morte dentro il cuore per la brutale uccisione del fratello da parte della Mafia.
Ancora non l’ho mai visto ridere e neppure sorridere, eppure ce ne sarebbe stato motivo; magari sembrava uno che non è felice di quanto gli è caduto addosso, ma che lo sta subendo; è invece così sicuramente non è stato.
Se mi posso permettere un consiglio: sorrida di più e, magari, qualche volta, arrivo addirittura a ridere; agli italiani questo piace, guardi come viene amato il nostro premier Renzi che ride quasi in continuazione quando è davanti alle telecamere.
Ci siamo ritrovati ad avere un democristiano di vecchia data al potere in alternanza al potere della sinistra del premier Renzi e del partito democratico; Ed anche questo dell’alternanza al potere è una delle tante finzioni di cui si nutre la democrazia, e questo appare particolarmente evidente nei sistemi bipolari o bipartitici, soprattutto oggi, in una società senza più classi, composta da un indifferenziato ceto medio e dove, dopo la caduta del comunismo ”storico”, tutti i partirti, a parte qualche eccezione senza rilievo, sono a favore di quel libero mercato che, insieme al modello industriale + il meccanismo reale che detta le condizioni della nostra esistenza, i nostri  stili e ritmi di vita e di cui la democrazia e solo l’involucro legittimante, la carta più o meno luccicante che ricopre questa caramella avvelenata.
In mancanza di vere alternative questo enorme ceto medio si divide fra destra e sinistra con la stessa razionalità conm cui si tifa Roma invece che Lazio, oppure Milan o Inter..
E quando il cosiddetto popolo della sinistra (o della destra) scende in piazza per festeggiare qualche vittoria elettorale, ballando, cantando saltando, agitandosi esaltandosi, è particolarmente patetico perché i vantaggi che trae da quella vittoria sono puramente immaginati o, nella migliore delle ipotesi, sentimentali, mentre i ricavi reali  vanno non a quegli spettatori illusi ma a chi sta  giocando la partita del potere (che comprende anche l’elezione del Presidente della Repubblica).
Ad ogni tornata elettorale c’è un solo sconfitto sicuro, che non è la fazione che l’ha perduta ma proprio quel popolo festante insieme a quell’altro che è rimasto a casa a masticare amaro per le stesse irragionevoli ragioni per cui l’altro è sceso in [...]

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