L'Eclisse di Goldschmied e Chiari, arte come misura di profondità

Firenze, 20 mar.
(askanews) - Nel lavoro di Sara Goldschmied ed Eleonora Chiari c'è una profondità contemporanea che le due artiste sono molto brave a tenere sotto controllo, con un understatement che per molti versi è parte della loro stessa poetica.
Ma ci sono occasioni, come la mostra "Eclisse" allestita al Museo Novecento di Firenze e curata da Gaspare Luigi Marcone, in cui questa profondità esplode in modo clamoroso.
Come di fronte alla grande installazione "Patria", nella quale a comporre la scritta sono le macerie della nostra storia recente.
"Diciamo - ha spiegato ad askanews Eleonora Chiari - che è una sintesi del nostro lavoro, parla della frammentazione della storia e della nostra ricerca, parla della differenza tra la costruzione della storia attraverso le rovine e invece il detrito che disperde completamente e quindi è molto più difficile da ricostruire".
La riflessione di Goldschmied e Chiari si focalizza sulla Strategia della tensione e su quella che è stata chiamata la Notte della Repubblica.
Anche attraverso i collage che uniscono le scene delle stragi alle figure sexy delle prime riviste di pornografia italiane e che le due artiste definiscono "Dispositivi di rimozione".
"Sono dei dispositivi di rimozione - ci ha spiegato Sara Goldschmied - nel senso che la pin-up ha questo sguardo di seduzione, seduce lo spettatore e lo distrae da ciò che è il background".
La mostra fiorentina - inserita nel ciclo "Duel" voluto dal direttore del Museo Novecento, Sergio Risaliti, come dialogo tra artisti contemporanei e opere della collezione, in questo caso le "Demolizioni" di Mario Mafai - documenta anche come le pratiche delle due artiste siano molteplici.
E a dare il titolo all'esposizione sono due specchi circolari colorati, che restituiscono, appunto, la sensazione di assistere a un'eclisse, ossia un fenomeno meraviglioso, ma che in certi casi non si può guardare senza rischiare di bruciarsi.
"Ci ha aiutato a creare un fil rouge di tutta la mostra - ha aggiunto Sara - perché rappresenta anche una riflessione sullo sguardo sulla pericolosità dell'osservare, anche come artiste".
"Noi lavoriamo con video, installazioni, collage, specchi - ha concluso Eleonora -.
Abbiamo fatto una scelta abbastanza precisa di mettere tutto questo materiale della nostra ricerca e dare una nostra sintesi".
La mostra "Eclisse" resta aperta al Museo Novecento di Firenze fino al 30 maggio.

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