L'Email

Caro Direttore, invio una comunicazione che mi è stata inviata dal Segretario Provinciale della CGIL, in seguito all' approvazione del Senato a favore della privatizzazione dell'acqua che, a parere della neonata federazione  della Cgil , la FILCTEM ,  deve subire  alla  Camera profondi cambiamenti.
  Cordiali saluti   Lucio Raffaele “L'acqua è pubblica e costituisce una risorsa da salvaguardare.
La garanzia per la gestione di un bene primario – oltre ad una migliore efficienza industriale -  è data innanzitutto dalla proprietà pubblica di reti e impianti del servizio idrico che, proprio perché appartengono al demanio, sono inalienabili”: a ribadirlo è Alberto Morselli, segretario generale Filctem-Cgil, dopo l'approvazione al Senato del decreto sui servizi pubblici locali.
“Le modifiche introdotte nel decreto – è caustico Morselli -  sono finalizzate alla mera privatizzazione della gestione del servizio idrico integrato, cancellando di fatto  le esperienze positive realizzate in questi anni nella gestione pubblica con il modello in house”.
In questo contesto appare ancor più grave la decisione di non prevedere nel provvedimento l'istituzione di una Autorità di controllo indipendente sulle risorse e sul servizio idrico integrato, necessaria per la definizione dei livelli minimi di investimento, qualità del servizio, controllo della gestione e per la determinazione delle tariffe a garanzia soprattutto delle fasce sociali più deboli.
Giova ricordare che, finora, anche le grandi  aziende multiservizi, con prevalenza di capitale pubblico,  hanno  realizzato importanti condizioni di sviluppo industriale, di efficienza, e di continuità negli investimenti: numerose s.p.a.
miste di grandi città, quotate in Borsa  –  le multiutility di Roma, Genova, Bologna, Torino, Milano – hanno rappresentato e rappresentano interessanti esperienze gestionali di sistemi idrici integrati,  vantando importanti risultati sulla quantità e qualità del servizio erogato.
“Pertanto – insiste Morselli -  nella gestione del servizio idrico, anche quando sono Enti di settore pubblico, la dimensione industriale delle imprese resta l'elemento qualificante per realizzare gli investimenti e gestire con efficienza il ciclo integrato ed erogare un servizio di qualità ai cittadini.
“Deve essere però lasciata alle amministrazioni pubbliche locali  - aggiunge Morselli - la scelta del modello gestionale più confacente alle proprie necessità”.
L'altro problema di non poco conto è quello delle tariffe per le [...]

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