L'Europa matrigna tende la mano all'Italia che ha affondato!

E’ un’Europa che ha perso la dignità di confessare a se stessa il fallimento più letale della sua storia: tutta allineata e coperta, a difendere i regimi cui ha dato vita, capaci solo di aver distrutto non solo l’idea della cultura, faro del mondo, ma di aver trasformato le sue contrade in caravanserragli, dove si rinchiudono milioni di immigrati, che, assieme alle proprie masse  di disoccupati e precari, costituiscono le gravi colpe di aver voluto assoggettarsi ad un modello di democrazia fasullo, che antepone una supposta libertà all’obbligo di subirla con le armi e la violenza.
Le grandi menti da cui partorirono le idee guida della storia, ora non sono che un pallido ricordo, abbarbicato a tecnologie insulse, come quelle dell’elettronica pret-a-porter,  dell’estrazione di idrocarburi, dello sviluppo delle armi, della mala pianta del  consumismo degli scarti e dalla povertà cronica; la cultura poggia ormai su modelli tossici: il plagio verso i giovani, le campagne ideologiche sulla liberalizzazione delle droghe e dell’alcool, l’uso smodato dei motori, che uccidono peggio delle guerre, la filosofia del successo a tutti i costi, anche legato alla vendita di tutto, anche di se stessi! La famiglia e la religione non sono altro che “sovrastrutture” senza più alcuna funzione, perchè al posto dello spirito, dell’amore, del sacrificio e dall’audacia, il nuovo vangelo concepisce l’omosessualità, la maternità in affitto, la pedofilia, l’usura, la viltà e la rassegnazione, infine la disperazione e il suicidio! Al centro di questa Europa, che la barbarie dei secoli bui rafforzò nelle sue certezze e princìpi, la nuova barbarie sta lasciando nuove desolate e dolenti rovine, soffocate dall’esaltazione del dio Mammone, la speculazione finanziaria delle lobby mafiose e politiche, dalle teorie gender, eugenetiche e kalergiane, tese tutte a creare l’uomo “nuovo”, senza razza, sesso e sentimenti, affamato di celebrità, inesorabile con i deboli, vile con i forti, ma convinto di afferrare, da solo, la coda del demone, prima che si inabissi.
Ora, a ben vedere, c’è una nazione, se così si può ancora chiamare un’”entità geografica” la cui bandiera è insozzata dalla corruzione, dalla vergogna, dalla menzogna e dall’usura bancaria e fiscale, e copre di ludibrio un esercito di mercenari al servizio dello straniero, mandati a combattere contro popoli che mai si sono sognati di farle  guerra, ma che i suoi servi e ruffiani, hanno deciso di combattere per volontà di chi vuole imporre [...]

Leggi tutto l'articolo