L'ITALIA È INNOCENTE

Ripensando alla vicenda dell’ex Ilva
In questi giorni i giornali sono stati pieni della vicenda dell’ex Ilva. Ora un po’ meno. Ma rimane un retrogusto di assurdità. Questi giorni sono serviti a dimostrare quanto la gente sia capace di credere che le parole abbiano il potere magico di cambiare la realtà.
Jindal - la società che era arrivata seconda nella gara per subentrare nella gestione dell’ex Ilva – non è disposta a farsene carico.
Innanzi tutto la faccenda è stata discussa in chiave morale. È vero, è in ballo il reddito di migliaia e migliaia di famiglie ma non serve a niente tutta una serie di giaculatorie. “La fabbrica non può chiudere”. Si sono sprecate parole come “inammissibile”, “inaccettabile”, (come se potessimo accettare o rifiutare) e si è parlato di regole che soltanto l’ArcelorMittal (e non l’Italia) avrebbe violato. Si è anche detto che è una questione di sovranità nazionale. Immagino il diritto sovrano di cambiare le carte in tavola. Insomma una corale disinformatia...

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