L'OBELISCO DEL'FARAONE MISTERIOSO

L’obelisco del faraone misterioso Nello sfarzo della piazza di san Pietro  si nasconde un mistero poco noto eppure affascinante come sempre la celebrazione avvenuta tempo fa dei quattrocento anni del’erezione del’obelisco vaticano  ha portato alla ribalta un monumento sul quale circolano innumerevoli leggende come quella che sostiene che la palla dorata contenesse le ceneri di Giulio cesare cosa poi confutata la sfera è piena inconsistente anche la famosa storia del’acqua alle funi non riportata da nessuna fonte contemporanea ,o quello più “gustoso “ Del’attribuzione del’obelisco a un faraone nenkoreo ( o nencareo ) di cui è perlomeno lecito dubitare che sia mai esistito .
Come è facile constatare l’obelisco vaticano non ha alcun geroglifico e quindi ne rende impossibile un attribuzione certa  l’ipotesi si basa su un passo della naturalis historia di Plinio il vecchio ma l’incertezza domina sovrana gli esperti si dividono sulla semantica che non fa altro che aumentare i dubbi ,  il nome che più s’avvicina è quello di Nekao  di due sovrani della dinastia saitica al’incirca intorno al’VII secolo a.c.
A fronte di tutta questa incertezza c’anche chi ha proposto una teoria alternativa l’archeologo Filippo magi ha ipotizzato che l’obelisco fosse rimasto incompiuto o finito di cavare in epoca Romana dopo la conquista augustea da  il primo prefetto della neonata provincia Caio Cornelio Gallo per arricchire un foro Julio dedicato al’primo imperatore ad Alessandria d’Egitto egli avrebbe ricavato analizzando i fori presenti di un iscrizione oggi perduta di lettere bronzee riconoscibili tra le righe di una seconda iscrizione successiva , la dedica sarebbe a Augusto e Tiberio poco sopra le aquile di bronzo di Innocenzo III .
Quasi sicuramente l’autore del’iscrizione fu Caligola che nel’37 d.c.
fece trasportare a Roma  l’obelisco con una nave appositamente costruita Plinio la descrive con toni entusiastici di dimensioni eccezionali doveva essere lunga almeno 80 metri con un albero maestro che quattro uomini a stento l’abbracciavano e pesante almeno 300 tonnellate , macchinari per scaricare l’obelisco , e quasi 3 milioni di libbre di lenticchie usate come zavorra e prontamente vendute appena la nave giunse a Ostia rimasta inoperosa per alcuni anni venne affondata da Claudio per servire da invaso per il calcestruzzo idraulico , alla base del’molo e del’faro fatto costruire dal’successore di Caligola .
Il monumento in granito rosso di Siene ( assuan ) alto 25.31 metri ( e [...]

Leggi tutto l'articolo