L'alba della consapevolezza - La rivoluzione islamica iraniana contro l'oppressione imperialista e l'usurpazione sionista della Palestina

L'ALBA DELLA CONSAPEVOLEZZA - LA RIVOLUZIONE ISLAMICA IRANIANA CONTRO L'OPPRESSIONE IMPERIALISTA E L'USURPAZIONE SIONISTA DELLA PALESTINA - di Dagoberto Husayn Bellucci ( "Israele" è il nemico dell'umanità, è il nemico dell'uomo.
E' "Israele" la causa dei contrasti che sorgono ogni giorno.
E' "Israele" che sottomette i nostri fratelli del Libano meridionale a duri scontri.
"Israele" dovrebbe essere messo in guardia: il suo padrone e protettore ha perso ogni credibilità nel mondo e quindi è megli si faccia da parte, rinunci quindi alle sue mire sull'Iran e su tutti i paesi musulmani e ritiri i suoi agenti da quelle contrade") (Imam Sayyed Ruhollah al Musavi al Khomeini) L'undici novembre 1978 , giorno dell'Asciurà sciita nel quale viene ricordato e celebrato il martirio dell'Imam al Hussein (a.s.), venti milioni di iraniani si riversarono nelle strade, nelle piazze, davanti ai palazzi del potere di tutto l'impero persiano per ricordare la tragedia di Karbala - motivo ispiratore della Rivoluzione e perenne monito contro gli oppressori e gli affamatori dell'umanità - sfilando in lunghe processioni e cortei al grido "Allah u'akbar!" (Dio è il più grande).
I palazzi del potere della capitale Teheran tremarono di fronte a questo slogan gridato ad una sola voce da un intero popolo , ripetuto da milioni di persone, issato su cartelli e manifesti improvvisati da una moltitudine che testimoniava a questo modo il proprio appoggio alla rivoluzione islamica diretta dall'Ayatollah Sayyed Ruhollah al Musavi al Khomeini presto diventato "l'Imam" (la Guida) di una delle più straordinarie rivoluzioni di popolo che la storia del XXmo secolo e di tutti i secoli ricordi.
Una rivoluzione islamica non si era mai vista fino ad allora: alcuni timidi tentativi di unire l'Islam ad altre ideologie secolari erano stati avanzati, con alterne fortune, da altri statisti e leader politici soprattutto nel mondo arabo dove prima Gamal Nasser in Egitto e successivamente i nazionalisti del Ba'ath in Siria ed Iraq ed il colonnello Muhammar Gheddafi in Libia avevano provato a coniugare la religione dei padri, sfruttandone la valenza politica, per porla al servizio delle ideologie colonialiste importante dall'Europa dell'Est (il socialismo marxista) o dell'Ovest (il nazionalismo).
Tra questi tentativi sicuramente il più vicino a raggiungere un equilibrio tra sfera laica e religiosa, tra potere temporale e spirituale era stato probabilmente il leader libico che, preso il potere a Tripoli nel 1969 con un colpo di stato, aveva inteso dare una forma [...]

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