L'altra faccia della vita...

Ale è mio cugino di secondo grado, siamo cresciuti assieme, mi ricordo che veniva anche lui a Cassego e ogni volta che qualche bambino mi faceva un dispetto era il primo a difendermi.
Mi divertivo talmente ad avere una guardia del corpo così pronta che a volte mi cacciavo apporta nei pasticci perchè corresse in mio soccorso.
Poi siamo cresciuti un pò, e siamo rimasti amici, e c'è stato il periodo dell'Hip hop, lui che faceva le tag e io che cercavo disperatamente di imitarlo ma non ero un granchè.
Ci siamo persi, è vero, ma ancora adesso a volte ci vediamo o ci sentiamo, ci sono sempre se ha bisogno di me.
E stamattina ne aveva.
Per una sola ora non è riuscito a dire addio a suo nonno, che è morto ieri l'altro, dopo una lunghissima malattia.
Ale gira per l'Italia, in pochissimo tempo sta facendo una brillante carriera militare, e tutti in famiglia siamo orgogiosi di lui, perchè ha trovato la sua strada.
Ma stamattina, penso che per lui tutto questo non importasse, non aveva la divisa che porta con fierezza.
E ho cercato di consolarlo.
Erano legatissimi, lui e suo nonno, è stato il suo fan più grande in ogni impresa.
Vederlo così mi ha spezzato il cuore.
Non avevo nulla da dirgli, non si può dire niente in occasioni così.
Oggi sono triste, anche se suo nonno non lo conoscevo quasi, sono triste per Ale che non ho mai visto a terra così.
Tutti prima o poi devono subire la perdita di qualcuno, e nessun dolore è meno forte degli altri, perchè se si ha voluto bene ad una persona, accettare che non la si vedrà più è la prova più difficile di tutte.
Vorrei saper prendermi un pezzettino del suo dolore ma non è possibile, vorrei che quello che un prete intelligente ha detto durante il funerale fosse facile da capire : non si lasciano le cose, si lascia il bene, non si lasciano i beni, si lascia il bene, e allora, nell'ottica cristiana o no, la morte e la vita soprattutto, un senso lo trovano, anche se subito fa troppo male e la gola è troppo piena di pianto per poter chiedersi anche solo perchè.
Suo nonno, anche mio nonno Tullio, e tanti altri che conoscevo hanno vissuto la loro vita sino in fondo, c'è chi non riesce a fare nemmeno quello.
Me l'ha detto un giorno un amico ricordando una ragazza a cui voleva bene e che ora non c'è più, moltissimi non hanno vissuto ancora niente quando se ne vanno.
Perciò il senso della morte è quello che lasciano nel cuore di chi resta ed è nella capacità di farsi amare e ricordare per qualcosa, allora nemmeno una vita di pochi anni è uno spreco di tempo, anche se si [...]

Leggi tutto l'articolo