L'assessore e la cultura repressa.

    Il gruppo consiliare “Henri d’Aumale”, in diverse occasioni, durante gli interventi in aula, ha fatto emergere la contraddizione di fondo che caratterizza la giunta Consiglio: l’evidente scollamento, il tirar dritto ognuno per la propria strada, le opinioni, i giudizi, i pareri, i concetti divergenti che persistono tra i diversi componenti della giunta e il sindaco stesso.  La farneticante e a tratti offensiva uscita dell’assessore Conigliaro, a seguito dell’approvazione del bilancio di previsione, ne è l’ulteriore conferma.
Perché non può passare inosservato il fatto che il sindaco Consiglio, a bilancio approvato, si dichiari soddisfatto dello svolgimento dei lavori d’aula, della lungimiranza e del senso di responsabilità nonché della collaborazione fattiva del consiglio comunale e qualche ora dopo un suo assessore sferri un attacco di tale portata condito da fastidioso sarcasmo tipico del personaggio Conigliaro.
A questo punto sorge spontanea una domanda: atteso che uno smentisce l’altro, uno dei due, sindaco o assessore, per correttezza e rispetto, dapprima verso la cittadinanza e poi verso l’istituzione consiglio comunale, dovrebbe rimettere il mandato.
A meno che Consiglio non sia il “mandante” delle dichiarazioni di Conigliaro.
In caso contrario, il sindaco consentirebbe placidamente ai propri assessori di contraddire pubblicamente la sua linea politica.
    La presenza del signor Conigliaro in giunta è tuttora avvolta da un velo di mistero, visto che lo stesso, dall’insediamento di Mimmo Consiglio alla carica di sindaco, non ha fatto altro che attaccarlo, sovente in maniera piuttosto dura, fino a cinque minuti prima che venisse nominato assessore, lautamente e integralmente stipendiato.
Appare curioso che oggi si erga a paladino di quella stessa amministrazione che per anni ha criticato tanto da arrivare a tacciare i consiglieri comunali di scarsa sensibilità nei confronti della cultura.
    Il gruppo consiliare “Henri d’Aumale”, ancora una volta, non può far altro che stigmatizzare l’uso scorretto che certi personaggi in seno alla giunta Consiglio fanno della propria carica arrogandosi il diritto di muovere critiche e di giudicare sia l’operato che gli intendimenti dei consiglieri comunali eletti dai cittadini.
    Inoltre, viene difficile accettare lezioni di cultura da una persona sulla cui reale preparazione nulla o poco si conosce, completamente avulsa dal territorio e che ignora quale sia stato il lavoro di uomini che nel passato hanno dato il loro [...]

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