L'avversario

Ricordate Hannibal Lecter, The Cannibal, l'assassino seriale ammantato dal fascino oscuro di una straordinaria intelligenza? Ecco, niente a che vedere con il protagonista de L'avversario di Emmanuele Carrere.
Jean-Claude Romand e' un uomo banale, quasi anonimo, ha una laurea in medicina, una famiglia serena come tante altre, una vita di soddisfazioni lavorative per l'Omc, nella tranquilla e borghese Svizzera, amici che lo amano, quando si accorgono di lui.
Non lo invitereste al ballo di fine anno, non vorreste essere la sua amante, ma - come in molti hanno fatto - affidereste a lui i vostri risparmi.
Ma a torto.Il fatto e' che e' tutto falso nella sua vita, ogni piu' minimo dettaglio: dal giorno del primo esame universitario mai dato - per motivi che rimangono oscuri - in poi, ha mentito a tutti e su tutto, per quasi 20 anni.
Una montagna enorme, mostruosa, di invenzioni che lo portavano ogni giorno a passare ore ed ore in solitudine.
Una montagna che alla fine e' crollata dentro di lui come un castello di carte e, prima che fosse troppo tardi - ma per cosa? - lo ha spinto a sterminare tutta la famiglia: la moglie, i tre bambini e anche gli anziani genitori.
Con la freddezza di un serial killer.
Ha poi tentato il suicidio, ma questo pero' - guarda caso - non gli e' riuscito.
Ma Jean-Claude Romand non ha nulla del mostro, anzi, e' un signore tranquillo che anche nell'aula del tribunale e poi in carcere trovera' il favore di chi gli sta intorno, trovera' persino una strada per la salvezza e volontari che amorosamente si occupano di lui.
Il vero dramma de L'avversario di Carrere e' proprio questo, la mostruosita' del normale - si potrebbe chiamare - dove la mancanza di senso cammina di pari passo con la felicita' del quotidiano, divisi da una sottilissima linea sulla quale il protagonista, ma anche tutti quelli che lo circondano, sembrano camminare.
Ed e' ancora piu' irreale, che si tratti di una storia vera, realmente accaduta, nel 1993, alla quale Carrere si e' ispirato con la maestria di chi sa narrare una storia a fondo, tanto a fondo da trascinare laggiu' anche l'inconsapevole lettore che non puo' capire, perche' non c'e' niente da capire nell'orrore puro.
Insomma si tratta di un nuovo capitolo da non perdere dello straordinario autore di Limonov, il libro che sara' un film con la regia di Saverio Costanzo.L'avversario e' del 2000 e rientra nell'ambito della meritoria iniziativa di Adelphi di tradurre i romanzi dello scrittore vincitore del premio Renaudot.
E merita il passo indietro.
  L'avversario di Emmanuel Carrere

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