L'elastico

Disteso sopra il letto non so bene da che parte cominciare.
La stanza è in silenzio si è sentito il clic di un registratore.
Perché io sono qui che son venuto a fare mi dispiace non ne sento più il bisogno.
Non so che cosa dire cosa posso raccontare una storia o forse un sogno.
Me, dentro di me, dentro di me, dentro di me...
Me, dentro di me, dentro di me, dentro di me...
Mi ricordo che correvo il mio corpo mi seguiva era un corpo primitivo ma la mente lo tirava.
La mia mente che trascinava il mio corpo nudo eravamo in due, fra me e me, un elastico.
Me, fuori di me, fuori di me, fuori di me...
Era mio quel corpo umano che a fatica mi seguiva che chiedeva di andare piano ma la mente lo tirava.
Ed il corpo che mi sembrava così pesante come faticava, trascinato da un elastico.
Dio, che senso di paura vedere il filo teso già vicino alla rottura non tiene più l'elastico, non tiene più l'elastico...
Di colpo, fuori e dentro lo schianto.
Un bambino s'è spezzato non spingete, mi fate male non posso uscire, c'è troppo buio voi, voi mi schiacciate contro il muro.
Lui camminava senza filo ho paura di morire aveva visto un sole nero.
Non mi possono toccare io sono dentro a una bottiglia son chiuso dentro e non voglio uscire c'è troppo spazio tra me e me.
Mi sento fuori di me la mia testa fuori di me il mio corpo fuori di me.
La mia mente galleggiava in una strana dimensione e mi ricordo con paura di una lucida visione il mio corpo così lontano come fosse morto era abbandonato e non c'era più l'elastico.
Me, fuori di me, fuori di me, fuori di me...
Me, fuori di me, fuori di me, fuori di me...
Me, fuori di me, fuori di me, fuori di me...
(G.
Gaber)

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