L'ex convento del Carmine rischia di diventare un'incompiuta. Necessario trovare altri fondi

Dovrà essere tra le priorità della nuova amministrazione comunale, alla ripresa dell’attività dopo la pausa estiva, il reperimento dei fondi necessari al completamento dell’ex convento di piazza Francesco Crispi.
Iniziati nel giugno 2004, i lavori di recupero e conservazione del complesso conventuale del Carmine avrebbero dovuto essere ultimati entro il mese di dicembre del 2005.
Invece, l’esaurimento delle risorse disponibili - un finanziamento di circa un milione e mezzo di euro a suo tempo concesso a valere sui fondi della 433, la legge per la ricostruzione e la ristrutturazione del patrimonio edilizio pubblico e privato danneggiato o distrutto dal terremoto del 13 dicembre 1990 - rischia di trasformare l’edificio in una incompiuta.
Per il completamento dei lavori, eseguiti dal consorzio di imprese Cogedel di Randazzo e Saim di Gela, mancherebbero circa seicentomila euro, metà dei quali per interventi che sarebbero già stati eseguiti e la restante metà per la parte impiantistica, senza la quale di fatto l’immobile non potrà assolutamente essere consegnato e aperto al pubblico.
Nei mesi scorsi il problema è stato anche affrontato in consiglio comunale con interventi e interrogazioni di consiglieri che hanno reclamato l’accertamento di eventuali responsabilità, sottolineando allo stesso tempo la necessità di valutare con estremo rigore in fase progettuale l’esatto ammontare di un intervento di recupero per scongiurare appunto il rischio che, come in questa circostanza, esaurito il finanziamento iniziale, l’opera resti di fatto una incompiuta.
Chiuso nel 1990 in seguito ai danni subiti a causa del terremoto, il complesso conventuale del Carmine con l’annessa chiesa di Santa Maria degli Angioli, fu costruito nella prima metà del diciassettesimo secolo e fu poi occupato dai padri riformati di San Francesco.
Distrutto dal terremoto del 1693, fu l’unico tra i conventi all’epoca esistenti ad essere ricostruito.
Requisito dallo Stato in seguito alla legge del 1868 sull’espropriazione dei beni ecclesiastici, un’ala del convento fu destinata a caserma dei Carabinieri.
In seguito ha ospitato per molti anni, fino al 1990, la scuola elementare e l’ufficio tecnico comunale.
L’ex convento - edificio a due piani e con una superficie coperta di circa mille metri quadrati - dovrebbe diventare un contenitore culturale, ospitando nelle sue numerose sale e nel suo suggestivo chiostro iniziative culturali di vario genere.

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