L'immagine riflessa nello specchio

Mi chiamo Agnese e ho 21 anni.
Conobbi per la prima volta la pittura di Frida Kahlo nell'estate del 2005 mentre mi trovavo a Londra per motivi di studio.
In una delle mie molteplici visite alla Tate Modern (sede di esposizioni permanenti e non, di arte contemporanea) mi imbattei nella mostra della pittrice messicana, della quale non avevo mai sentito parlare prima di allora.E da quel momento nacqe in me un forte interesse nei suoi confronti, tanto che attraverso la lettura di opere sulla sua vita e sui suoi quadri, è nata in me la volontà di creare questo blog.
La maggior parte dei quadri di Frida Kahlo sono autoritratti.
Di primo impatto ciò può sembrare strano, ma bisogna conoscere la sua vita per capire ciò.La vita della pittrice è, infatti, elemento essenziale per la comprensione dei suoi quadri, e, attraverso essi, ci rende partecipi di  un cammino difficile,travagliato ma intenso.
Per problemi di salute la Kahlo dovette rimanere per parte della sua vita sdraiata in un letto, soprattutto in gioventù, per cui, non potendo spostarsi o viaggiare facilmente, il soggetto preferito dei suoi quadri divenne la sua immagine riflessa nello specchio.
La sua è stata definita una "bellezza insolita", soprattutto per le imperfezioni del suo volto, come la peluria sul labbro e le soracciglia folte, e del suo corpo,in particolare per la sua bassa statura e per una gamba più magra dell'altra; ma sono proprio queste piccole irregolarità che attirano l'attenzione su di lei, rendendo i suoi autoritratti così seducenti.
"Come una crepa in un'urna ne sottolinea la bellezza.
Come l'impurità di un vetro ne sottolinea la trasparenza".
 

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