L'incantevole LAGO DI COMO location PERFETTA!!! per la sposa ROMANTICA

Il lago di Como ignorato dal Manzoni….
27.
Maggio 2008, 14:45 Curiosità, Hotel, In primo piano, Italia, Mercato, Turismo, Viaggiare Quel ramo del lago di Como che punta a settentrione fra due catene non interrotte di monti, tutto fiori e ville, viene quasi a un tratto ad allargarsi in un panorama da sballo.
Dubbio: forse qualcuno ha già scritto una frase simile.
Con tre differenze, però: lui scriveva una storia di epoca barocca, non usava la parola “”sballo” e soprattutto parlava dell’altra metà del Lario, quella (aspra e grifagna) in cui si specchia Lecco.
Invece qui lo sballo c’è, sul barocco prevale il neoclassico e il ramo in oggetto è quello (dolce e ridente) che bagna Como e sfiora la Svizzera.
Ci sono vari posti per godere il panorama che Manzoni non descrisse perchè guardava al ramo sbagliato.
Uno è Tremezzo, paese - belvedere della sponda ovest, che sembra inventato apposta per ammirare la penisola di Bellagio sullo sfondo delle Grigne.
O per fare da corollario al parco di Villa Carlotta, superbo paradigma dei giardini allìitaliana del Sette/Ottocento, che si stende fuori porta e che vede sbocciare rododendri e azalee prima che altrove.
Dove il lago è più largo, infatti, il sole ha più spazio per farsi vivo, quindi l’estate arria in anticipo.
Se si va in quel di Tremezzo a maggio, inevitabile è la tentazione di far colazione all’aperto, tra felci, camelie e azalee.
Ma è la scoperta dell’acqua calda, perchè il piacere delle merende sui prati vista-Grigne era già in voga un secolo fa, in quegli anni felicemente irresponsabili e spensierati che vanno sotto il nome di belle époque.
Comunque il déjeuner sur l’herbe era un rito part-time; infatti, dopo aver fatto colazione sedendosi per terra, il bel mondo di allora tornava ai lussi indoor di sempre: così familiari, così seducenti e rassicuranti.
Ed ecco che nel 1910, a due passi da Villa Carlotta sorse il Grand Hotel Tremezzo, un gioiello liberty, tutto stucchi, poltrone di broccato, camerieri in guanti bianchi e balconi da urlo, per metà vista-lago e per metà vista-parco.
Quanti occhi illustri hanno guardato Bellagio e le Grigne da quei balconi? Nei primissimi anni furono gli occhi grigio-azzurri di Alessandra D’Assia, per gli intimi Alix, bella e malinconica principessa tedesca, andata in sposta a Nicola II, ultimo zar di tutte le Russie.
Quando no ne poteva più dei gelidi inverni di San Pietroburgo, Alix venica a godersi le fioriture precoci del Lario.
E soggiornava proprio al Grand Hotel Tremezzo.
Poi vennero gli occhi [...]

Leggi tutto l'articolo