"L'interruzione di procedure mediche dolorose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati ottenuti puo' essere legittima. Si rinuncia all'accanimento terapeutico...

  ...Non si vuole cosi' procurare la morte: si accetta di non poterla impedire.
Le decisioni spettano al paziente, se ne ha la competenza e la capacita', o altrimenti a coloro che ne hanno legalmente diritto, rispettando sempre la ragionevole volonta' e gli interessi del paziente." Cardinal Joseph Ratzinger, catechismo della Chiesa cattolica, 1994, par.2278 E' la citazione, che gentilmente mi ha inviato Tina, di quello che il Pastore Tedesco diceva qualche anno fa.
La mutazione da quanto oggi viene affermato è impressionante, ed è ben riassunta oggi dal teologo Hans Kung, in una bella intevista su La Stampa.
In quest'ultima il teologo dissidente, ancor oggi scomunicato dal Papa, da la sua spiegazione di quello che sta succedendo nella chiesa.
Un giudizio estremamente duro, che disegna un Papa lontano da un mondo che non ha mai visitato, prigioniero del suo Palazzo, dove San Pietro viene paragonato al Cremlino, con un Papa prigioniero delle sue convinzioni di restaurazione, espressione dell'ala conservatrice e dedito a perpetuare la conservazione.
Kung rileva come Benedetto, nel giorno del 50 anniversario del lancio del Consiglio Vaticano secondo,  invece che celebrare quell'evento, abbia preferito togliere la scomunica a coloro che, oltre ad essere antisemiti, non avevano condiviso quella scelta, e che ancor oggi la osteggiano.
Certo, conclude amaro il Teologo, in quell'occasione forse sarebbe stato più consono riabilitare la sua di posizione, ma il Pontefice ha preferito gli integralisti, sicuramente più vicini alla sua odierna visione della religione, immaginata come una chiesa elitaria, fatta di "veri" cattolici, in contrapposizione alle altre religioni, Ponendosi quindi come l'unica, vera chiesa.
Praticamente l'abiura di quanto la chiesa con il Concilio II aveva stabilito.

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