L'ira di Calenda: ci facciamo umiliare

Zingaretti e Renzi ora uniti contro le pretese di Di Maio.
Marcia compatto, il Pd, nelle ore decisive della trattativa con il M5S. Quando la possibilità di far nascere il nuovo Governo giallorosso sembra quasi appesa a un filo, i dem si riscoprono uniti attorno a un nemico comune (che presto, paradossalmente, sarà alleato). Il Paese ha bisogno di un esecutivo di 'di svolta', la responsabilità chiama e il Quirinale attende, ma - è la linea comune - concedere il Viminale a Luigi Di Maio è "decisamente troppo". Matteo Renzi segue la trattativa da casa sua, a Firenze. Il telefono è bollente. Il senatore di Scandicci sente il fedelissimo Marcucci, certo, ma costanti sono i contatti anche con lo stato maggiore del Nazareno: parla con Orlando e Franceschini, in prima linea nella partita a scacchi con i pentastellati. La linea su Di Maio viene decisa insieme. Ne è testimonianza il tweet che Francesco Bonifazi, vicinissimo all'ex premier e presumibilmente 'ispirato' direttamente da lui, scri...

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