L'odore dei soldi di Elio Veltri e Marco Travaglio

Negli anni 80, con il governo Craxi, la Fininvest si consolida e diventa un impero, Berlusconi esce dal sottoscala, liquida le sue casalinghe tuttofare e gli altri prestanome affetti da postumi di ictus cerebrale, mette da parte i Previti, chiude qualche scatola cinese, allenta i rapporti in certe banchette dai caveau puzzolenti ed entra nel salotto buono.
Come per incanto - scrivono Bonazzi e Gomez - < le principali banche italiane fanno la fila per prestare soldi all'amico di Bettino>.
Cosí, dal 1985, Berlusconi ottiene decine di miliardi anche da Cariplo, Comit, Banca di Roma e Credito italiano.
Comincia una nuova èra: quella della televisione, che per decollare alla grande ha bisogno del Far West legislativo.
Almeno finché alcuni pretori rompiscatole non decidono di applicare il codice, < oscurando> le reti Fininvest che illegalmente trasmettono i Puffi e Dallas su tutto il territorio nazionale, per la gioia degli italiani e del portafogli del Cavaliere.
Per chiudere la bocca ai pretori non c'è problema.
Ci pensano Craxi e Amato con i < decreti Berlusconi>, fra gli applausi del popolo dei teledipendenti aizzato da Maurizio Costanzo () e pronto a rinunciare anche alla scuola per i figli, ma non agli intrighi JR.
Poi arriverà anche la legge su misura per il Cavaliere: pagata - secondo i giudici - a suon di mazzette.

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