L'ora di religione (Il sorriso di mia madre)

Regista: Marco Bellocchio
Anno: 2002
Un uomo onesto e coerente combatte le pressioni della società borghese.
Ernesto, un pittore ateo e probo, viene coinvolto nel processo di santificazione di sua madre. Non collabora, rifiutando un’idea che va contro la sua morale, nonostante le pressioni della famiglia e della società siano opprimenti.
La distanza tra Ernesto e il mondo circostante è simboleggiata dal sorriso del sottotitolo: quello degli altri è falsa manipolazione, quello della madre un’espressione della sua passiva indifferenza, quello di Ernesto sincera esternazione delle proprie emozioni.
Chiaro riferimento all’Earnest di Wilde e a otto anni dalla fine della Prima Repubblica, il regista riflette su quanto sia sempre più difficile pensare criticamente e seguire le proprie convinzioni, anche se ciò significa mettersi contro tutti, e quanto sia facile abbandonarsi al conformismo e all’utilitarismo che la società borghese spinge con sempre più forza. Bellocchio ci dice che è dura e...

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