L'ultimo delirio

Il Piccolo Principe non si basta, queste notti.
Ecco, si è fatto prendere dalle spire avvelenate del suo nemico serpente, sapiente che vola.
La Principessa Azzurra non passa, queste notti.
Ha perso il suo colore, lungo la strada piovosa che giace ubriaca e tra le oscure mete evapora.
Tanti versi scarabocchiati, questi giorni, letteralmente “versati” su carta, su schermo o al vento, inflazionati, sussurrati, cancellati e ripescati, a volte con un minimo di senso e a volte senza; svalutati pensieri a causa di ripetizioni estenuanti, rivalutati poi con il metodo dell’accontentarsi, svalutati di nuovo alla faccia dell’esistenza corretta a alla moda e poi ripresi, sgrezzati, ri-confezionati ed eccoli qua proposti come un’offerta non commerciale, senza fine di lucro o di qualsivoglia persuasione.
“Esistere è sempre di moda!” “Ti sembra strano?” “Abbastanza! Il fenomeno in discussione, cioè esserci in qualche maniera, non subisce mai abbassamenti di valore evidenti o apparenti, nessun flusso o riflusso! Venire qua è sempre consigliabile, corretto, giusto, necessario, bene, doveroso…! Andare là è prosaico, ripetitivo, ricattatorio, negativo, vigliacco, scorretto e soprattutto è raramente “alla mode” “E ti sembra strano?” “No! Mi sembra strano, però, che non si cerchi di varcare la soglia” “Non parlare mai così davanti ai minorenni” “Davanti ai minorati vorresti dire? Si.
Hai ragione.
Lo farò solo davanti a bambini, idioti, pazzi, mistici, disperati, innamorati, prigionieri… Accetto.” Mentre sono sfacciatamente delirando qualcuno bussa.
Le figure sulla finestra, sul vetro della porta d’ingresso, sulle tende d’organza, sugli occhi mezzo chiusi gialli del cane addormentato, sono svanite.
E’ tardi.
Il vino rosso trema nel bicchiere pronto per cadere.
I segni illeggibili sulla carta bianca scarabocchiata diventano nauseanti mentre danzano come ubriachi.
Li vedo ubriachi.
E’ una mia proiezione forse! Il peggio è quando le lettere e i segni ubriachi si rimescolano e fanno una insipida consistenza normale e banale.
Questo bussare come un fruscio di pioggia è interessante in quest’ora di notte.
Dopo mezzanotte i fantasmi hanno la licenza di circolazione e di apparizione.
Le fate pure.
Gli Dei e le Dee, invece, sono morti e non gli serve più una licenza.
Mi trovo davanti a un uomo alto, con baffi neri e ben curati, occhi neri scintillanti e seri.
Ha un sorriso goffo, insicuro e disarmante e un’espressione profonda di dispiacere per avermi creato questo piccolo disturbo [...]

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