L’ Italia dei poveri ed il quotidiano dei ricchi

130% in più in 7 anni, oltre 4 milioni di persone sotto la soglia di povertà, chi soffre maggiormente è il Sud, nessun governo in questi anni, neanche l’attuale, ha fatto nulla per affrontare questa emergenza.
Il 9% tra le famiglie di operai, oltre il 13% tra quelle in cerca perenne di quel lavoro che c’è solo per Renzi e per Poletti, anziani e, soprattutto meridionali, sono le vittime di un “sistema” che abbandona chi è in difficoltà e si concentra solo sul proprio potere e sulla “divisione” dei profitti tra chi già ne è in possesso, tra chi già ruba al paese le sue speranze ed il suo futuro.
“Repubblica”, quell’ insieme di fogli creato da Eugenio Scalfari a metà degli anni ’70, ha dedicato, proprio ieri sera, il suo tour propagandistico a Matteo Renzi, dandogli ampio spazio, aggiunto a quell’ampio credito che straborda dalle sue pagine.
Simile operazione fu fatta negli anni ottanta a favore di Bettino Craxi e di tutte le iniziative intraprese dai suoi governi; quanto accadde a quel governo, ed al suo premier, è noto a tutti noi, ed anche agli abitanti di Hammamet.
Ora ci risiamo, il gruppo editoriale, che a parole non riceve finanziamenti, ma nei fatti paga l’Iva al 4% con un mancato introito per lo Stato che l’Agenzia delle Entrate non sembra in grado di stabilire (fonte lettera 43), si schiera apertamente a favore del premier Renzi, non eletto da nessuno, e gli regala i suoi spazi (o nostri?...visto che li paghiamo noi), per farsi campagna elettorale, l’unico reale impegno in cui sembra immerso da quando Napolitano lo ha voluto sostituire a Letta.
Mentre, quindi, il paese continua ad impoverirsi e l’emergenza non sembra avere nessun freno, il premierino tuona, dagli spalti del quotidiano dei ricchi intellettuali di una sinistra marcia e decadente, sulla necessità di votare si al referendum sulla riforma costituzionale, come se questa riuscisse così a risolvere, tutto ad un tratto, il problema della povertà.
Chi ha costruito la sua carriera appoggiando i poteri forti, in ogni occasione, sa che il suo “quotidiano” non è altro che lo zerbino, senza dignità, che il potere utilizza per pulirsi dal fango di cui è macchiata ogni sua decisione contro i più deboli…chi lotta per sopravvivere, contro le ingiustizie e le bugie dei più forti, sa che il suo “quotidiano” è fatto di sacrifici e di quella dignità che manca a chi si vende per la propria carriera.

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