LÀ OLTRE L’OFANTO E IL CALAGGIO E NELLA VALLE UFITA CI SONO LE ORIGINI LACEDONIESE

Da Lacedonia a Lugano Michele Bortone porta l'Irpinia nel Mondo   di Michele Bortone Il Regio Tratturo Pescasseroli-Candela.
Da tempo immemorabile fonte economica legata alla transumanza delle greggi dall'Abruzzo alla piana pugliese, nasce sul confine fra Gioia (AQ) e Pescasseroli (AQ) alle sorgenti del fiume Sangro in Località Campo Mizz attraversando l'Abruzzo, il Molise, la Campania e la Puglia, termina il suo percorso al Pozzo di S.
Mercurio a Candela (FG).
Lungo 114 miglia e 636 passi, per una larghezza originaria di 111,60 metri, nel territorio della Comunità Montana della Valle dell'Ufita tocca i comuni di Casalbore, Montecalvo Irpino, Ariano Irpino, Villanova del Battista e Zungoli.
In prossimità del Ponte di S.
Spirito, nella valle del fiume Miscano, il Regio Tratturo è ricalcato per un tratto dalla via Traiana.
Nei secoli fu un percorso di grande viabilità per i Sanniti, i Romani, i Longobardi e gli Aragonesi, una strada di un’intensa attività economica abitativa ininterrotta.
Un percorso rimasto invariato del tracciato moderno e della statale 17 del basso Molise.
II primo paese che ha dato vita a numerosi valori usi e costumi e che sia sorto nei pressi del Pescasseroli-Candela è la città di Isernia.
Radici storiche precedono anche i Petri come attesta l'insediamento in località La Pineta.
Il percorso del tratturo è stato coperto dalla statale 17 per cui non si più godere, dell’effetto visivo del percorso originario dei popoli di pastori in cammino che man mano crearono nuovi centri di attività economiche.
Lungo il Regio Tratturo il passaggio di numerosissimi armenti ha fatto sì che si sviluppassero villaggi durante il periodo preistorico e, durante l’impero romano e per tutto il medioevo, tutta una serie di servizi pubblici quali taverne, fontane, pozzi, officine varie e luoghi di culto prima pagani e poi cristiani.
Servizi, questi, necessari al ristoro del corpo e dello spirito.
Grande è l’importanza storica e archeologica di questa grande via di comunicazione, di scambio e di vendita di prodotti caseari e della lana, soprannominata anche: "la via della lana".
Eppure la, in quella valle dell’Ofanto in punti diversi, sia provenendo dalla valle dell’Ufita, che quella della Fiumarella e del Calaggio, i lacedoniesi stanno cercando delle testimonianza per dare una verità alla storia e alla provenienza delle proprie radici per i cittadini del comune irpino quindi.
Particolarmente centrali nella trattazione sono le guerre sannitiche che muovono dalla descrizione del noto evento bellico [...]

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