L’ARCHITETTO MASSARELLI RIPORTA ALLO SPLENDORE LA CHIESA MADRE DI CERIGNOLA

Il professionista bitontino ha progetto e diretto i delicati lavori Alla cerimonia di presentazione presenti autorità civili, il parroco e il vescovo Di Molfetta   Un bitontino a Cerignola.
Il professor Tommaso Maria Massarelli – docente di direzione e attuazione del progetto di restauro presso la facoltà di Architettura della Seconda Università di Napoli, con sede ad Aversa – noto e stimato architetto bitontino, ha progettato e diretto i lavori di consolidamento e riqualificazione della Chiesa Madre di Cerignola.
Mercoledì 11 Giugno, dopo la messa vespertina, l’intera comunità parrocchiale di San Francesco d’Assisi si è stretta, commossa ed emozionata, attorno al proprio parroco – prof.
don Nunzio Galantino – e al vescovo della diocesi di Cerignola e Ascoli Satriano – S.E.
monsignor Felice Di Molfetta – per riappropriarsi della zona absidale della Chiesa Madre, oggetto della ristrutturazione.
Presente alla cerimonia l’architetto Massarelli che, visibilmente emozionato per i complimenti tributatigli, ha chiarito ai presenti gli interventi effettuati.
La Chiesa Madre, già cattedrale della cittadina dauna fino al 1934, conserva nel nome, Mater appunto, l’importanza che riveste nella cosiddetta Terra Vecchia, nome con il quale viene indicato il centro antico di Cerignola.
Viene considerato un monumento di notevole importanza, oltre che di ragguardevoli dimensioni, nella storia dell’architettura nazionale e pugliese, in particolare.
Il restauro, iniziato nel 1997, ha avuto la sua maggiore estensione, relativa appunto al corpo posteriore di questo complesso, nel 2006.
“Il restauro recente ha riguardato l’abside maggiore, l’abside minore e il presbiterio – spiega Massarelli - Vi erano problemi di dissesto, di degrado, di invasione di umidità e soprattutto di pesante manomissione dell’abside maggiore che qualche decennio fa, negli anni 70 per la precisione, era stato sottoposto ad una ristrutturazione motivata come ‘intervento di messa in sicurezza’.
Tale intervento terminava con l’erezione di un muro di separazione tra presbiterio e abside maggiore, nascondendo alla vista comune quest’ultima, di fatto, defunzionalizzata, dismessa, sedata.” È passato circa un trentennio da allora – un’intera generazione – che ne ha fatto perdere il ricordo delle caratteristiche spaziali.
I lavori operati hanno potuto restituire alla comunità cerignolana questo spazio e la sua intrinseca importanza, conservando tutto ciò che storicamente ci è pervenuto ed inserendo nuove strutture capaci [...]

Leggi tutto l'articolo