L’Europa che mi sembra necessaria.

I sentimenti antieuropeisti che oggi serpeggiano un po’ in tutta l’Ue non dipendono tanto dalla questione migrazioni, ma risalgono alla crisi del 2008 e scaturiscono dalla realistica percezione che l’unione monetaria non sia più un vantaggio per tutti i paesi membri.
Il Sud dell’Europa contro il Nord e viceversa: mentre i ‘perdenti’ si sentono trattati ingiustamente, i ‘vincitori’ respingono tali imputazioni e continuano a pretendere politiche di austerità.
L’unico modo in cui l’Unione potrebbe guadagnare capacità di azione politica e recuperare il sostegno dei propri cittadini sarebbe attraverso l’istituzione, a livello europeo, di poteri e risorse economiche per programmi democraticamente legittimati miranti a contrastare l’acuirsi delle divergenze economiche e sociali tra gli Stati membri.

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