L’ULTIMA BUGIA DI CAPITELLI: NON HA ALCUN CERTIFICATO PER SVOLGERE ATTIVITÀ DI RECUPERO DEI BENI DEI CLAN, MA DICE CHE LA COLPA DEL SUO FALLIMENTO È DA ATTRIBUIRE AI MANCATI PAGAMENTI DELL'ASL. ICARO HA PERCEPITO FINANZIAMENTI SENZA AVERE I REQUISITI

    Pignataro Maggiore - Vorrei capirci qualcosa e aiutare, ove possibile, i lettori a vederci chiaro, soprattutto quando si prende in giro la nostra intelligenza con bugie mimetizzate tra righe dense di pianto greco e lamentazioni che servono solo a nascondere oggettivi fallimenti dei progetti annunciati da Icaro negli anni scorsi.
Due anni fa, precisamente nel settembre del 2008, scrissi (beccandomi una querela dall'interessato) che il progetto della cooperativa di Capitelli di commercializzare i succhi di frutta prodotti con le pesche dei terreni di Ligato sarebbe stato un fallimento annunciato per motivi chiarissimi: in primis, tutti avrebbero capito che le pesche non provenivano dalla coltivazione della villa confiscata al sanguinario boss Raffaele Ligato (foto in mio possesso dimostrano che c'è stato scambio di frutta, spacciando prodotti comprati altrove per pesche provenienti dalla villa del camorrista di Pignataro).Poi, la contraddizione in termini: vendere e farsi pagare surrettiziamente dei prodotti che sono nella disponibilità della Comunità civica che accoglie il bene confiscato.
Con pesche raccolte su un terreno che è inserito nel patrimonio indisponibile del Comune non si può, soprattutto per motivi di etica morale e di promesse fatte anni fa, ricavare un prodotto da far pagare proprio ai pignataresi.
Invece, Capitelli e soci hanno prima dato un prezzo e poi addirittura provato a vendere alle scuole e, purtroppo, ci sono vergognosamente riusciti, mercificando un prodotto che dovrebbe essere regalato alle giovani generazioni, non fosse altro che per un messaggio di speranza futura per una buona e piena riqualificazione morale di Pignataro Maggiore.
  Oggi, rileggo alcuni miei articoli del 2008, quando preconizzavo il crollo di Icaro e presentivo il bluff delle pesche raccolte in casa Ligato.
Lasciatemelo dire: avevo ragione.
Contemporaneamente alla rilettura di vecchi miei articoli ho scorso il comunicato stampa diramato in queste ore da Icaro: questi due anni sembrano non essere mai trascorsi, tra i miei articoli del 2008 e il comunicato di ieri di Capitelli c'è una sola differenza: la scusa del patron della cooperativa, il signor Gabriele Capitelli.
Il manager della mancata riqualificazione e delle scuse da scolaretto, infatti, da qualche mese ne ha inventata un'altra: quella dell'Asl che non paga.
Ad ogni piè sospinto, Icaro parla dei fantomatici pagamenti che l'Asl non avrebbe effettuato sui conti della cooperativa: "…notevoli difficoltà economiche in cui versano le cooperative a causa dei [...]

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