L’acqua all’ospedale San Donato di Arezzo? ..solo due volte per Dì (nci Bacco)!

Assurdo, paradossale .
Ore tre del mattino, una paziente viene ricoverata, partorirà alle 7.
Personale medico e paramedico lodevole per spirito di abnegazione e professionalità.
( Lodi senza ironia).
La puerpera con la sua lettiga viene accostata – parcheggiata - al muro nel corridoio, con la neonata in braccio, all’interno delle sale parto.( Penso: sicuramente una nuova forma d’efficienza e professionalità frutto di politiche d’avanguardia e di tagli necessari e richiesti per la lode e la gloria di qualcuno ) Come se tale situazione fosse normale i medici prestano cure e attenzioni dovute…Tra un via vai generale….
Basito, incredulo, assisto e da cronista puntualmente registro.
( Le altre sale? ..Sicuramente occupate! Non si pretende mica la puerpera stia in sala) Ore 9, la signora, viene accompagnata nella camera assegnata già occupata da altre tre signore.
Ore 9.15, viene chiesta gentilmente qualche bottiglietta d’acqua.
Risposta lapidaria e tassativa: “ l’acqua verrà consegnata alle ore 11 e nel pomeriggio”..! Con garbo viene esternata all’interlocutrici la situazione della signora ( ingresso in ospedale alle 3 del mattino, parto terminato da qualche ora ) personale inflessibile ed ancora piu’ convinto di prima risponde tra il serio, il faceto e il ridicolo ancora una volta ribadendo l’argomentazione già asserita.
Di chi le responsabilità? Quale eminente, insigne dirigente e lungimirante amministratore stila - impartisce tali ferree regole? Frutto e merito di quali pragmatiche politiche? Cui prodest? Certamente, ci sono a disposizione le macchinette erogatrici, certamente è comprensibile vengano “donate” dal SSN un numero minimo – esiguo di bottiglie d’acqua per paziente e per giorno.
Sacrosante e giustissime decisioni anche se per taluni aspetti “molto” opinabili.
Tuttavia, l’inflessibilità, la totale assenza di buon senso, ragionevolezza, tatto e delicatezza ( per usare solo qualche eufemismo ) in questo caso manifestate sono del tutto inopportune, non consone né al luogo né allo spirito e alle prerogative solidaristiche, umanitarie dello stesso SSN.
Tali prestazioni non sono magnanime concessioni.
Ma il dovuto, a seguito di tributi pagati in anticipo allo Stato.
Consoliamoci palliativamente “amaramente” con il caffè offerto ( sic!) per le attese al pronto soccorso e con gli orari tassativi per l’erogazione dell’acqua nei reparti.
Mala tempora currunt! Dott.
Fabio BRAY – Sociologo politico - istituzionale LUNEDì 30 MARZO 2009 19:31 - Dott.
Fabio BRAY [...]

Leggi tutto l'articolo