L’affaire della security e gli attentati: le intercettazioni dell’inchiesta “Labirinto”

Cronaca
2 luglio 2018 20:00
L’affaire della security e gli attentati: le intercettazioni dell’inchiesta “Labirinto”
Il gip nell'ordinanza sottolinea le nuove modalità di assunzione dei "buttafuori". Non solo, anche la programmazione di attentati. Persino un commercialista gallipolino sarebbe finito nelle mire del clan.
Di Angelo Centonze

“Un palese occultamento delle tracce formali dell’intermediazione che si fonda solo su un rapporto “fiduciario” con chi di fatto “propone” l’assunzione diretta degli addetti alla security attraverso il ricorso a voucher o contratti temporanei”.
Il gip Martalò, nell’ordinanza relativa all’operazione “Labirinto”, sottolinea (rispetto a precedenti indagini) la rimodulazione delle modalità di assunzione dei c.d. “buttafuori”. Non più dunque una gestione monopolistica del clan Padovano-Tornese, ma l’interesse del clan diretto da Vincenzo Rizzo, per il controllo di quel particolare settore economico, assieme a Davide Quintana, nel corso della sta...

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