L’idea che il politico debba vivere in una «casa di vetro» non è trasparenza, ma un incubo totalitario. Ed è anche la balla con cui giustifichiamo il modo in cui si conduce la lotta per il potere in Italia, con la nostra complicità

Nella polemica tra Matteo Renzi e Corrado Formigli – e a maggior ragione tra le rispettive schiere di sostenitori, difensori e picchiatori – quello che più salta agli occhi, paradossalmente, sono le omissioni.
Renzi, anzitutto, dimentica di dire che l’intervista con Formigli è stata uno scontro ad armi pari. Scontro che peraltro, a mio modesto parere, Renzi aveva vinto. E l’aveva potuto vincere proprio perché Formigli, nel rivolgergli tutte le domande – a giudizio di Renzi, e in parte anche mio – pretestuose, tendenziose e provocatorie che gli ha rivolto, gli ha sempre lasciato il tempo di rispondere e il modo di sottolinearne il carattere pretestuoso, tendenzioso e provocatorio. So che per molti renziani la principale colpa di Formigli è proprio di averlo interrotto continuamente, tecnica che in tv è spesso utilizzata per mettere l’ospite in difficoltà, ma non era questo il caso, a meno che non si consideri illegittima qualunque interruzione dell’altrui monologo. Quello non era un co...

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