L'Angelo di Nanchino, l'uomo che ha salvato 300 persone dal suicidio

A Nanchino è ormai uno di personaggi più famosi della città e gli hanno addirittura dedicato un film: si tratta di Chen Si, un 48enne cinese che ogni weekend da circa 13 anni controlla il ponte sullo Yangtze per evitare che le persone si lancino dalle arcate per suicidarsi.
Chen, impiegato in una società di logistica, ha finora salvato ben 321 vite di persone che si volevano lanciare dal ponte per svariati motivi: delusioni d'amore, problemi economici e dipendenze di vario genere.
La sua prima volta risale al 19 settembre 2003, quando salvò la vita a Wang, un uomo ingiustamente condannato e imprigionato per due anni.
Il ponte è uno dei luoghi più utilizzati della Cina per tentare il suicidio: da quando è stato inaugurato 48 anni fa, più di duemila persone si sono lanciate nel vuoto dalla struttura.
La sua storia assolutamente eccezionale è stata anche raccontata in un film-documentario, "L'Angelo di Nanchino" di Jordan Horowitz e Frank Ferendo, film vincitore di diversi premi internazionali tra cui quelli di Miglior Documentario al Phoenix Film Festival e al Long Island International Film Expo.
Per salvare queste persone disperate, Chen prova ad abbracciarli, parlare con loro e convincerli, dando poi spesso anche un supporto economico.
Anche perché la sua storia è simile alla loro.
"Una volta ero uno di loro e sono stato aiutato da un connazionale dal cuore grande, quando stavo attraversando un periodo difficile mentre lavoravo come verduriere a Nanchino - ha raccontato in un'intervista al MailOnline - A volte, quando si è in difficoltà, perché si vive soli e lontani da casa, tutto ciò che serve è un po' di incoraggiamento da parte dagli altri".

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