LA BUFALOTTA E L'ASINELLO

Se c'è una cosa della mia fanciullezza di cui mantengo un vivido e piacevole ricordo è l'eccitamento che puntualmente mi assaliva in prossimità delle festività natalizie.
Voi mi chiederete: i regali sotto l'albero? Il torrone e il panettone? Le allegre riunioni con i parenti lunghe ogni anno di più e fatte di interminabili tombolate, mirabolanti sfide a sette e mezzo e azzardose mani a banco?
Assolutamente no. Quello che attendevo per un anno era la preparazione del presepe. Più verosimile possibile. Ogni volta c’era uno sforzo maggiore per rendere la scena più magica ed avvicinarsi il più possibile al paesaggio arido e deprimente che, in una fedele ricostruzione, deve circondare la grotta del Bambinello: i pastori con le pecorelle, i contadini con qualche frutto, i tre Magi ma solo dal giorno dell'Epifania. Al netto dei doni portati successivamente dai Re, tutto doveva trasudare di fame, di freddo, di povertà.
E invece in questi giorni giramdo per negozi e mercatini, vedo vicino al...

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