LA CHIESA

Sono stata in chiesa.
Ogni tanto ci entro pur non avendo alcun convincimento religioso.
Certo sono stata battezzata, sono cresciuta dalle suore e sono cristiana a tutti gli effetti, ma quanto a credere…Mio figlio mi rimprovera spesso la mia incoerenza,perché, non credente, mi sono sposata con cerimonia religiosa e ho fatto battezzare i miei figli.A parte il fatto che non rivendico per me nessun primato, tanto meno quello della coerenza (Anna Frank scriveva “sono un fstello di contraddizioni” e io le sento tutte),a suo tempo non ho saputo prendere una decisione e forse non ho le idee chiare neppure adesso.Oggi però ogni volta che entro in una chiesa (matrimoni e funerali, per lo più) osservo sempre tutto in modo critico.
Mi infastidiscono i sermoni di vecchi preti di paese che fanno fatica a mettere insieme le parole in forma corretta, ma anche quelli dei giovani preti di “moda”, quelli che fanno vita mondana e partecipano a tutti i ricevimenti dopo le funzioni religiosi, magari in “borghese” perché fa più “in”.
Mi infastidisce tutto quell’alzarsi e sedersi a comando, durante la messa, molti non sanno neanche quando farlo, né il significato, ma seguono la massa e le direttive del prete.
Più di ogni cosa mi infastidisce un momento particolare, quando il sacerdote dice”scambiatevi il segno della pace”.
Comincia allora un brusio ciarliero, un movimento diffuso che agita tutto lo spazio intorno:la gente si volta, ognuno stringe la mano del suo vicino di destra, poi di quello di sinistra, poi di quelli alle sue spalle, uno, due, tre…e poi ancora si stringono le mani di quelli davanti in un circolare di saluti e di auguri di pace, a metà strada tra un incontro in piazza e un rito liberatorio.Ma siamo sicuri che la liturgia intendesse questo quando parlava di un “segno della pace”? E ci sono tante cose ancora che noto nelle mie rare frequentazioni di questi luoghi di cultoE tuttavia al di fuori di queste occasioni io amo le chiese.Quando visito una città che non conosco, la prima cosa che faccio, vado a guardare le sue chiese e non solo quelle che contengono capolavori d’arte, anche se ovviamente la prima motivazione è questa.
A me piacciono comunque anche le piccole chiese di paese, quelle dove a Natale allestiscono il presepe, quelle dove l’odore di incenso e di legno vecchio, si confonde con quello dei fiori non più freschi.
l’odore di cera no, quello non c’è quasi per niente ormai.
se metti un’offerta in quegli strani banchetti di legno, puoi solo accendere una candela [...]

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