LA CITTA’ COME MOTORE DI CRESCITA COMPLESSIVA E DI SVILUPPO ECONOMICO.

  1.
Da decenni l’Italia non cresce.
Per crescere - in termini corretti e lungo direttrici di sostenibilità sociale e ambientale - occorrono adeguate politiche europee, nazionali, regionali e territoriali.
Chi dimentica l’importanza dei fattori “ esterni “ a un territorio dimostra solo un localismo miope e senza respiro.
Come è possibile, infatti, sottovalutare l’incidenza negativa che hanno le politiche economiche e sociali del governo di centrodestra anche sul nostro territorio? Chi dimentica, però, l’importanza del fattore locale nel processo di costruzione di un sano sviluppo economico e sociale commette un errore non meno grave.
  2.In rapporto alle problematiche di Livorno, dobbiamo fare leva su alcuni concetti, su alcuni punti chiave che solo apparentemente sembrano contraddittori.
Cito quelli che ritengo fondamentali.
Il primo è relativo alla necessità di superare i confini comunali inserendo le grandi questioni dello sviluppo economico, come sono la costruzione della Piattaforma Logistica Costiera o la realizzazione di aree attrezzate per le attività produttive, nell’ambito di un discorso di Area Vasta sentendosi parte organica della Regione toscana.
Il secondo è relativo all’esigenza di affermare o riaffermare la città - in quanto aggregato urbanizzato - come potente motore di crescita complessiva e di sviluppo economico.
  3.Vorrei in questa occasione soffermarmi sulla “ questione città “.
Intendendo per città quel complesso di strutture, ambiti, funzioni e servizi che la definiscono.
La città, almeno nella discussione politica ed economica che si svolge da tempo nel Paese, è associata più al momento del consumo che non al momento della crescita  e dello sviluppo.
La città deve invece essere concepita come il luogo e come l’insieme dei luoghi della residenza, delle infrastrutture e dei servizi, dell’innovazione, del benessere e delle relazioni sociali, della formazione, della vita culturale, del tempo libero, di segmenti importanti dell’economia produttiva e del consumo.
  Ai Piani Regolatori, ma non solo a questi strumenti, spetta il compito di disegnare e realizzare identità, assetti, funzioni e qualità dello sviluppo urbano e territoriale.
Il  “ motore città “ funziona in modo sano solo se colpisce la rendita, l’uso e il consumo distorto del territorio, la cementificazione selvaggia e, quindi, funziona bene solo all’interno di una logica di programmazione dove anche il settore delle costruzioni, da riqualificare, può e deve avere un ruolo importante [...]

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