LA FORTUNA DEL BLOGGER

 
Ci sono singole frasi di grandi autori che si scolpiscono nella mente come guide inderogabili. Una, ad esempio, è di Terenzio: “Nihil humanum a me alienum puto”, non reputo a me estraneo nulla che sia umano. Un principio che vale per non chiamare “inumano” un crimine bestiale: se esso viene commesso, è segno che l’uomo ne è capace. Forse più delle bestie. E vale anche per chiedersi, umilmente: magari ne sarei capace anch’io?
Altro esempio - di Nietzsche - costituito da una semplice domanda: “Fin dove osi pensare?” La sfida insegna che fermarsi dinanzi ad un’idea solo perché è orrenda, paradossale, contraria all’opinione comune corrisponde ad attribuire alla verità il dovere di essere gradevole o conforme alle correnti abitudini di pensiero. E dunque a mettersi il paraocchi.
Una terza frase è di Wittgenstein: “Wovon man nicht sprechen kann, darüber muss man schweigen“. La traduzione pare sia: “Di ciò di cui non si può parlare, è necessario tacere”. Ma la si può intendere anche così:...

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