LA LIBERTA'

Precedenti capitoli: Una Domenica con il guardiano Prosegue in: La libertà (2)  & Il ruolo dell’Intellettuale: ‘oggettivare’ il male Foto del blog: Il Divino Intelletto  (3)  &  (4) & Brevi cerchi (1)  &  (2) Da: i miei libri         Il tema di questo saggio non è la cosiddetta Libertà del Volere, così infelicemente contrapposta a quella che viene impropria- mente denominata dottrina della Necessità Filosofica; il nostro tema è piuttosto quello della Libertà Civile o Sociale: la natura e i limiti del potere che la società può legittimamente esercitare sull’individuo.
E’ una questione, questa, che raramente viene posta, e tanto meno discussa, nei suoi termini generali: ma tuttavia essa in- fluenza profondamente, con la sua presenza latente, le con- troversie del nostro tempo su problematiche di carattere pra- tico, e con ogni probabilità si rivelerà come la questione fon- damentale del futuro.
Non è affatto un problema nuovo: anzi in un certo senso ha diviso l’umanità quasi fin dai tempi più remoti; ma il livello di progresso che hanno raggiunto i settori più civilizzati della specie umana, la questione si presenta in nuovi contesti e richiede uno studio diverso e più approfondito.
La lotta fra Libertà e Autorità è il tratto più evidente di quei periodi della storia che impariamo per primi, in particolare la storia della Grecia, di Roma, e dell’Inghilterra.
Ma nei tempi antichi si trattava di un conflitto fra governo e sudditi, o certe classi di sudditi.
Per libertà si intendeva la protezione contro la tirannia dei capi politici, concepiti come in posizione necessariamente antagonistica rispetto ai popoli governati.
A governare era uno, una sola persona, o una tribù o una casta, che aveva acquisito la sua autorità o per eredità o come frutto di conquista, e in ogni caso non per volontà dei governanti; non ci si azzardava a contestare la sua supremazia, ma forse neanche lo si desiderava, pur se magari si cercava di cautelarsi contro un suo esercizio oppressivo.
Il potere dei governanti era considerato necessario, ma anche altamente pericoloso: un’arma che i governanti avrebbero cercato di usare contro i loro sudditi, non me- no che contro i nemici esterni.
Per evitare che i membri più deboli della comunità venissero depredati da innume- revoli avvoltoi, occorreva la presenza di un animale da preda più forte di tutti gli altri, incaricato di tenerli a bada.
Ma siccome il re degli avvoltoi era altrettanto bramoso di depredare il gregge quanto le arpie [...]

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