LA MADRE DI TUTTI GLI ERRORI GIUDIZIARI

E’ quanto è accaduto ad un signore di Taranto, tale Domenico Morrone, che messo in carcere con l’accusa di duplice omicidio, viene condannato a 21 anni di reclusione (siamo nel 1991) e ne ha scontati 15 prima di essere scarcerato con tante scuse e con la promessa di un risarcimento milionario (in euro).
Come è andata la vicenda processuale? Semplice, il nostro Domenico, di professione pescatore, venne arrestato subito dopo che uno sconosciuto scaricò tutti i colpi di una calibro 22 sui fratelli Sebastio, appena uscito da scuola.
Rintracciato nella propria abitazione, gli viene imputato il duplice omicidio sull’indicazione di alcuni testimoni e nonostante la madre spergiurasse che il figlio era a casa di una vicina a ripararle l’acquario: l’alibi veniva confermato dalla signora, ma nessuno gli dava importanza, anzi, sia la madre che la vicina venivano condannati per falsa testimonianza.
Il “mostro” aveva il movente – una discussione in strada con i due fratelli Sebastio – e alcune testimonianze si accanivano contro di lui: condannato, come detto, a 21 anni di carcere, ne ha scontati più di due terzi (15) e godeva quindi della semilibertà, potendo uscire di giorno per andare a lavorare.
Domenico aveva tentato varie volte di ottenere la revisione del processo, ma non c’era mai stato niente da fare; anche i suoi testimoni (la madre e la vicina) vedevano la loro condanna diventare definitiva.
Finché la parola di due “pentiti” è stata creduta e a fine ottobre 2004 sono iniziate le indagini processuali che in poche battute hanno fatto luce sulla verità: i due Sebastio erano stati uccisi dal fratello di una signora che era stata da loro scippata e per tale sgarro l’uomo si era vendicato sui due giovani.
Sono bastate poche udienze per riscrivere la storia del processo e per assolvere il Morrone e decretarne la scarcerazione.
Questo è quanto si apprende dalla stampa, questo è quanto ha raccontato anche il diretto interessato, il quale ha affermato che nessuna cifra lo potrà ricompensare dei 15 anni trascorsi in galera.
E adesso passiamo alla parte della magistratura che a suo tempo curò le indagini e successivamente il processo a carico del Morrone: ovviamente non ci sono state dichiarazione di nessun genere, ma non si sono appresi neppure i nomi di coloro che nel lontano 1991 fecero le indagini e istruirono il processo.
Naturalmente non era compito loro auto-pubblicizzare un simile errore giudiziario, ma ritengo che i giornalisti della Puglia, ma anche del resto d’Italia, avrebbero dovuto [...]

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