LA MAESTRA UNICA

Raccogliendo un input di Paola, dirò la mia su un tema di cui molto si discute: la reintroduzione del maestro unico alle elementari.
Per esprimere a pieno il mio pensiero ci vorrebbero quanto meno due pagine per cui in modo sintetico dico che sono assolutamente d’accordo nel principio ed altrettanto in disaccordo sul metodo.
Io non bloccherei le assunzioni ma “agevolerei” i pensionament di tutti quei maestri/e inadatti/e ai bambini di oggi ( e ce ne sono tanti) e farei entrare nel mondo della scuola i tanti giovani che hanno seguito corsi universitari nei settori psico-socio-pedagogici.
Detto ciò il titolo richiama non il “maestro” ma la “maestra” che per me rimane una sola: la signora Lomanno.
Non posso mai dimenticare i miei 5 anni passati a scuola con lei che era diventata, dopo la mia famiglia, il mio più importante punto di riferimento.
Ed i bambini dei nostri giorni necessitano, più che mai, di punti di riferimento.
In lei dolcezza e fermezza si fondevano fino a formare una linea guida costante, di cui giorno dopo giorno ne avvertivo l’importanza.
Anche lei possedeva la famigerata “bacchetta” che però usava raramente.
In noi cresceva forte il senso del dovere e del rispetto verso una figura che si legittimava quotidianamente con il suo modo di fare.
E chi può dimenticare l’attesa dei famosi sussidiari? Quando sulla cattedra si formava la pila per essere distribuita, l’adrenalina era al massimo e finalmente lo si poteva sfogliare ( con delicatezza e subito foderare) ed io ad annusare le pagine nuove di stampa.
Due sussidiari per 5 anni.
Adesso è tutto cambiato.
Una marea di libri per indottrinare i bambini su tutto lo scibile umano, dimenticando una cosa essenziale: la crescita spirituale e civica.
Ma a cosa serve insegnare a bambini di 6 anni l’inglese, l’informatica quando non si è capaci di formarlo da punto di vista umano? A nulla.
Ed allora viva la signora Lomanno e quella scuola che può sembrare lontana e passata, ma che invece e più attuale e attuabile di quanto si pensa.

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