LA MANO DEL MORTO

  LA MANO DEL MORTO   Doc Halliday, giocando a poker nei saloon del Far West dove si era recato per curarsi la tubercolosi, sedeva sempre con le spalle al muro.
Voleva avere la porta di fronte, per essere pronto a fronteggiare eventuali nemici.
Era forse il più famoso pistolero del West, ucciderlo avrebbe dato fama a chi ci fosse riuscito.
            Una volta sola sedette con le spalle rivolte alla porta.
Entrò un buono a nulla, un vigliacco, e colse l’occasione al volo e gli sparò nella schiena.
Doc cadde fulminato.
In mano aveva una doppia coppia.
Da quel momento, quella doppia coppia fu designata come “La mano del morto”.
            Quanti di noi hanno nelle cinque carte del poker “la mano del morto”?             Quanti di noi siedono con le spalle alla porta del saloon? E perché Doc sedette lì QUELLA volta e non un’altra o un’altra ancora e diversa?             Perché il Destino scandisce con il suo imperscrutabile orologio le vicende umane.
E chi ti amava oggi potrà tradirti domani e viceversa.
E a nulla servono le tue precauzioni, la fiducia o  sfiducia, la prudenza, l’attenzione.
            Questo è un blog.
            Il bisogno di pronunciare una parola, di lanciare un grido, di piangere una lacrima da condividere.
L’angoscia del bambino sperduto che cerca una mano che stringa la sua, di chi lo consoli.
Qualcuno ascolterà, qualcuno risponderà, forse qualcuno ti dirà qualcosa.
            Ma, vedi, questa è pura illusione.
I medici dei Faraoni venivano sepolti nelle piramidi con i loro pazienti.
Chi sarà disposto a dividere con te la tua angoscia, il dolore, l’ansia, il male di vivere? Chi ci sarà che voglia condividere la tua sofferenza, che arrivi a soffrire con te e non si limiti a una parola di circostanza? “Bello il tuo blog” - “Mi ha commosso, perché anch’io...” ANCH’IO! ANCH’IO...
Rivolti alle nostre miserie, ne abbiamo abbastanza di quelle degli altri.
Li possiamo compatire di passaggio.
Possiamo fermarci a guardare un’epigrafe e a dire “E’ morto giovane”.
Possiamo perfino arrivare a cedere il posto sul bus a una vecchina (purché sia sufficientemente malandata da suscitare più vergogna che comprensione se non lo facessimo).
Butteremo una manciata di terra su una bara e ce ne andremo al bar a bere un caffè.
È giusto? È sbagliato? È giusto.
Non si può morire con tutti quelli che muoiono.
La nostra vita sarebbe un eterno morire.
Né si può soffrire sempre con [...]

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