LA MORTE NON BUSSA: STRUPRO DELLE DONNE NELLA GRANDE GUERRA

Lo stupro come arma di guerra...
Dopo la rotta di Caporetto la situazione precipitò nei territori friulani invasi dai nemici. Di quella popolazione fatta di donne, vecchi e bambini, molti abbandonarono le loro case  e cercarono di mettersi in salvo, altri scapparono nelle campagne.
I primi ad essere assaltati furono però proprio i casolari isolati dove i soldati, a gruppi, sfondavano le porte, picchiavano, uccidevano, torturavano le famiglie e i figli prima di aggredire le donne.
Una tragedia per le donne friulane, inermi e incapaci di potersi difendere.
La legge di allora considerava lo stupro un "delitto contro il buon costume e contro l'ordine delle famiglie" e non un atto di aggressione contro la persona.
E in verità abbiamo dovuto attendere altri 80 anni, nel 1996, prima che la violenza sessuale fosse considerata tale e dopo esser passati, soltanto nel 1981, all'abolizione del matrimonio riparatore previsto in caso di violenza.
Nel 1918 si istituì una Real Commissione, tra l'altro composta da soli uomini, che tra gli altri scopi aveva anche quello di raccogliere testimonianze al solo fine di chiedere i danni di guerra all'Austria.
Secondo le testimonianze, i peggiori aggressori furono i soldati ungheresi e tedeschi che non risparmiarono alcuna donna: bambine, vecchie e suore.
A fine guerra, tabù sociali, paure e vergogna ma anche ingiustizie ed isolamento familiare impedirono alla maggioranza delle donne di raccontare la verità e di ribellarsi.
Molte non resistettero e preferirono il suicidio, altre la fuga, altre impazzirono. Soprattutto quelle che rimaste incinte, dovettero subire le accuse della famiglie e dei mariti ritornati dal fronte. Le più forti praticarono l'aborto per eliminare "quel veleno" del corpo, altre cercarono di far morire i figli della colpa non allattandoli, altre li abbandonarono.
Molte però impazzirono e soffrirono per l'abbandono di quella creatura che comunque avevano portato in grembo.
Un dramma inenarrabile per una donna.
Allora fu necessario aprire appositi orfanatrofi per ospitare quei piccoli mostri, quei numerosi "tedeschi" nati dalle violenze, con conseguenze drammatiche sulla vita di queste donne e dei figli della violenza.
Figli a cui venne negato tutto, al di fuori della loro colpa di esser nati.
In un film inglese del 1918 si toccava il dramma dello stupro proponendo l'assurda alternativa per la donna: la morte piuttosto che il disonore della contaminazione sessuale col nemico.
ecco il film per intero.: https://www.youtube.com/watch?t=2292&v=1INgb1d0IFs [...]

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