LA NUOVA ERA DEL CINEMA DELL'ECUADOR

QUÉ TAN LEJOS di Tania Hermida-Ecuador-2006 Finalmente una produzione  dall' Ecuador? Quello  che  era raro, adesso si può definire frequente.
Perlomeno è quello che  pretende la regista  ecuadoriana Tania Hermida, partecipando all'ultima Mostra Internazionale del Cinema di San Paolo e durante il 2°  Festival del Cinema Latino-Americano, anch'esso avenuto nella capitale paulista a fine luglio 2007, con il film Qué Tan Lejos, nel quale viene messo in risalto il turbamento di due donne di fronte alla realtà di un  paese in fermento.
Docente di  cinema all' Università San Francisco di Quito, capitale dell' Ecuador, confessa che è stato molto  interessante assistere alla “nascita” della cinematografia ecuadoriana.
Lei medesima si sorprende e spera, attraverso le riforme,  in un ampliamento  per le nuove professioni audiovisive.
Qué Tan Lejos è considerato un fenomeno nel suo paese per il grande   successo inatteso.
Più di  200 mila persone al   cinema ( Ecuador ha circa  13,2 milioni di abitanti) a vedere il suo film, superando le visioni delle produzioni nordamericane.
Girato in cinque settimane, Qué Tan Lejos è   un “road movie”, come  “Família Rodante”, dell'argentino Pablo Trapero, e “Diários de Motocicleta”, del brasiliano Walter Salles.
Nella storia, la studentessa ecuadoriana Tristeza (Celilia Vallejo) e la turista spagnola Esperanza (Tania Martinez) si incontrano casualmente su un pullman che  va a Cuenca.
Il viaggio viene però interrotto dalla protesta della popolazione indigena.
Le donne decidono così di scendere e chiedere un passaggio a qualcuno  per peter raggiungere la loro destinazione.
Durante il resto del viaggio,  perdono l'idea che si erano fatte sul paese e si sentono libere da ciò che consideravano importante o indispensabile.  Si sentono svuotate e nello stesso tempo pronte a cominciare a vivere un'altra volta.
Un'altra nota significativa che si evidenzia in  Qué Tan Lejos è l' antagonismo tra gli ecuadoriani e la turista spagnola che pensa all'Ecuador come un  paese  bello ed esotico.
In uno dei primi dialoghi del film, tra la turista e un tassita, riemerge l'aspetto critico ed atavico   del  colonialismo del periodo dell'esplorazione delle ricchezze dell'Ecuador.
Ma, nello stesso tempo,  nel quotidiano ecuadoriano anche la Spagna è sempre presente perchè rappresenta il sogno europeo.
Fare cinema in Ecuador è un lusso? Tra il  1980 e il 2005 sono stati prodotti solamente 15 film.
Per la regista Hermida, questo è accaduto per una [...]

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