LA RAGAZZA (racconto-flash)

La donna se ne stava affacciata alla finestra, con il capo sul davanzale, sporgendo le braccia penzoloni nel vuoto.
Sembrava una di quelle marionette di un teatrino per bambini nei giardini pubblici, che sono sempre abbandonate in avanti sul bordo del piccolo palcoscenico di cartapesta.
La palazzina era l’ultima della strada, una strada polverosa di un paese di campagna nell’entroterra napoletano.
Subito dopo cominciavano i campi, radure piuttosto, con erba rada e ingiallita sotto il sole d’estate, campi adibiti a pascolo più che a coltivazioni.
Due o tre mucche infatti si aggiravano lente, tra un nugolo di vespe e di tafani.
La scena metteva sete solo a guardarla, ma la stenta fontana accanto alla casa non invogliava.
Guardai ancora la donna e capii finalmente il perché della sua posizione: stava asciugando i lunghi capelli castani, muovendoli ogni tanto con le mani e passandovi attraverso con le dita.
Quando si sollevò all’indietro scoprendo il viso, vidi che era bellissima.
Un viso sottile, uno sguardo intenso e una larga bocca senza trucco, dischiusa e sensuale anche vista così da lontano…Poi fu un attimo.
Lo sparo echeggiò nel silenzio del pomeriggio e dapprima non capii neppure che si trattasse di uno sparo.
Mi voltai e non riuscii a vedere altro che la bicicletta che svoltava l’angolo, il fanalino posteriore rotto e una schiena azzurra che fuggiva via con il capo chino in avanti sul manubrio.
Non avrei potuto dire neppure se si trattasse di un uomo o di una donna.
Sollevai lo sguardo alla finestra e per un attimo sembrò che niente fosse cambiato.
La ragazza era ancora là, col capo sul davanzale, i lunghi capelli che pendevano al di fuori e un braccio bianco lungo il quale però un filo rosso scorreva e si ingrossava sempre più, lasciando sgocciolare il sangue tra le dita.(continua? non so, esperimento)

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