LA REINCARNAZIONE

La dottrina della reincarnazione ha cominciato a diffondersi ampiamente tra gli occidentali alla fine del diciannovesimo secolo per opera della Società Teosofica, una setta fondata dalla spiritista Helena Blavatsky (1831-1891) assieme all'avvocato spiritista colonnello Henry Steel Olcott (1832-1907), nel 1875.
Questa setta, dedita all'occultismo e allo spiritismo e che avversa in maniera feroce il Cristianesimo, ha avuto un ruolo fondamentale nella formazione del New Age (in italiano Nuova Era o Nuovo Evo), il super-movimento che in questi ultimi decenni si è divulgato per tutto il mondo e che attira al suo interno soprattutto i giovani, tanto che taluni fanno risalire l'origine del New Age proprio alla data del 1875 e chiamano la sua fondatrice la madre del New Age.
La reincarnazione ha ricevuto un forte impulso dopo la seconda guerra mondiale dai cosiddetti guru indiani che hanno cominciato ad invadere l'Occidente.
È accettata da innumerevoli persone nel mondo.
In particolare va segnalato che la reincarnazione spesso si fa strada nei cuori di molti giovani per il fatto che taluni cantanti, o attori o atleti sportivi di cui essi hanno profonda stima aderiscono ad essa.
In sostanza molti giovani accettano la reincarnazione perché l'ha accettata il loro 'idolo'.
Vediamo adesso che cosa dice questa dottrina; noi la descriveremo dal punto di vista induista, facendo notare man mano i punti su cui non tutti i reincarnazionisti sono d'accordo tra loro (tra di essi infatti ci sono differenti modi di vedere a riguardo di una cosa o di un'altra).
Innanzi tutto questa dottrina dice che noi sulla terra non stiamo vivendo per la prima volta, avendo vissuto delle altre vite in precedenza; e questo perché l'anima dell'uomo quando abbandona un corpo se ne andrebbe in un altro.
Questo concetto è espresso nella Bhagavad-Gita (scritti considerati sacri da coloro che professano l'Induismo) in questi termini: 'A quel modo che un uomo abbandona i suoi vecchi vestimenti e ne prende di nuovi, così il sè abitante nel corpo abbandona i suoi vecchi corpi e ne prende di nuovi' (Bhagavad-Gita, Seconda Lettura v.
23); 'A quel modo che in questo corpo il sè incorporato passa attraverso l'infanzia, la giovinezza e la vecchiaia, così, alla morte, egli assume un altro corpo' (Ibid., Seconda Lettura v.14).
A tale proposito va detto che alcuni credono che l'anima dell'uomo può andare a reincarnarsi anche in un animale (come credono gli induisti) e altri questo lo negano; inoltre mentre taluni credono che l'anima disincarnata se ne va subito in un [...]

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