LA RESURREZIONE DI VOLTAIRE

La resurrezione di Voltaire non fu un affare complicato.
Era sempre stato pelle e ossa e dunque, per così dire, si trattava di rivestire di nuovo quelle ossa.
L’operazione ebbe anche un imprevisto:  l’ottantaquattrenne pensatore, eterno ipocondriaco, si ritrovò non solo appena sessantenne ma senza un acciacco, tanto da divenire sospettoso: che diamine significava, quella salute? Non è che stava per morire di nuovo, di botto, senza poter parare il colpo? La gioia di ritrovare la vita fu comunque debordante.
Quante cose nuove c’erano da sapere! Grazie al molto oro che aveva nascosto in un posto noto solo a lui, si ritrovava ricco e poteva dedicarsi a ricuperare il tempo perduto.
Per il libraio dell’angolo divenne una presenza familiare.
Quell’uomo arrivava e comprava a dozzine libri di storia, di divulgazione scientifica, manuali per le scuole, cd di musica classica (come se non avesse mai prima sentito parlare di Mozart e Schubert!).
Ogni sorta di roba.
Tanto che una volta il negoziante...

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